Perchè tanti traders falliscono ed il vantaggio del rischio asimmetrico

La prima risposta che salta in mente spontanea a chi scrive è : perché hanno giudicato il trading alla stregua di un gioco. Il trading in realtà è un’attività tutt’altro che intuitiva in quanto necessita di tanta applicazione e studio dei mercati di riferimento. Probabilmente può sembrare contrario alla logica di marketing che un portale che si occupa di trading possa affermare tutto questo , ma si tratta della verità. E’ stato stimato infatti che il 75% degli aspiranti trader brucia il proprio capitale entro il primo anno di attività.

Queste conclusioni ad oggi potrebbero creare disappunto negli investitori o nei potenziali interessati, continuando però a leggere verificherete come questo sia possibile. Guadagnare soldi dai mercati finanziari è dunque così difficile che solo pochi riescono ad aver successo ? La risposta è no; tutti possono riuscire a guadagnare dai mercati ed essere buoni trader ma a delle condizioni ferree. Invero il trading sulle criptovalute è una speculazione molto conveniente per buona parte delle volte, per questa ragione attrae molti partecipanti, richiamati da profitti probabili.

Uno dei problemi però si insinua nel fatto che dopo un’oretta passata a studiarsi come funziona una piattaforma di connessione ai mercati virtuali, più o meno tutti sono capaci di piazzare un ordine. Per questo si ha l’impressione o peggio l’illusione che fare il trader non sia una cosa così complicata e che i soldi siano un target a portata di mano. Di fatto il background  di molti traders improvvisati si assomiglia: è successo spesso che le prime operazioni si siano dimostrate fortunate, e si pensa così di aver capito già molto cominciando ad aumentare la dimensione delle posizioni, alzando la leva messa a disposizione dal broker.

Ad un certo momento però arriva una perdita che taglia inesorabilmente il capitale a disposizione. E’ a questo punto che il trader improvvisato cerca di recuperare tutto con un’unica trade. Le cose però non funzionano più come all’inizio ed il capitale seguita a diminuire fino ad azzerarsi inesorabilmente. Quanto appena delineato rappresenta uno scenario tipico e molto vicino alla realtà. Il problema è che spesso i principianti si buttano con grosse somme di denaro, impazienti di realizzare guadagni importanti senza considerare che uno dei segreti che caratterizza il mercato delle criptovalute è implicito nelle informazioni tecnologiche rilasciate periodicamente sulla blockchain, una tecnologia che necessita di essere seguita nel suo divenire quantomeno per individuare meglio il timing market sulle piattaforme di trading.

In buona sostanza il trading e lo scambio di criptovalute sono  professioni come le altre. Possono essere svolte come occupazione principale o per avere un guadagno extra rispetto alla busta paga, in ogni caso però serve studiare ed acquisire conoscenze specifiche, quindi tanta applicazione e tanta pratica restano indubbiamente i requisiti essenziali per essere un trader che guadagna. Un concetto chiave ad esempio che un giovane trader dovrebbe conoscere prima di iniziare è quello del money management , ovvero quella capacità che consente di conservare  il proprio capitale qualsiasi cosa succeda; è basilare infatti capire il giusto bilanciamento tra massimizzare il profitto e tenere l’esposizione al rischio il più possibile sotto controllo.

Ora, quando si parla di asset da investimento, effettivamente il rischio si rapporta sempre al rendimento ed in primis gli investimenti più utilizzati dalle persone mostrano tutti un elemento in comune, ovvero maggiore è il rischio e maggiore è il rendimento. Questa relazione diretta sussistente tra rischio e rendimento si chiama rischio simmetrico e significa semplicemente che per avere rendimenti maggiori bisogna assumersi rischi maggiori. Lo stesso accade con i futures; di fatto se si compra un solo future alla volta, il rendimento sarà molto minore, ma se ne compri 10 le cose cambiano, anche se il rischio in questo caso sarà molto maggiore. Pertanto siamo talmente abituati all’idea che più rischi più guadagni che l’esempio appena fatto sembra del tutto pleonastico, esprimendo di conseguenza che solo chi è già ricco può disporre delle cifre necessarie per diventare ancora più ricco.

Con le criptovalute però la questione è alquanto diversa e tutti i traders possono godere di un vantaggio non indifferente rispetto agli investitori di valute fiat. Il rischio simmetrico in realtà è solo un particolare tipo di rischio, anche se molto diffuso e le criptovalute sono fra i pochissimi asset che seguono invece una relazione del tutto diversa tra rischio e rendimento. Le monete virtuali in concreto rispettano la relazione inversa per cui minore è il rischio e maggiore è il rendimento. Questa rara e speciale relazione si chiama rischio asimmetrico ed esprime che per avere rendimenti maggiori non è necessario assumersi rischi maggiori.

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Tutti i mercati di fatto quando sono nelle loro fasi embrionali, mostrano una relazione asimmetrica, cioè rendimenti enormi rispetto alla bassa cifra investita. Si pensi ad esempio a quanto poco costava un terreno nei paesi arabi prima della corsa all’oro nero  e quanto costerebbe adesso acquistare lo stesso identico terreno per costruirci dei pozzi e delle raffinerie. Nel mondo delle criptovalute avviene la stessa cosa. Tutti gli anni nascono nuovi progetti di blockchain, ognuno dei quali è corredato dalla sua specifica “moneta”. Ogni criptovaluta quindi ha inizialmente un bassissimo valore, ma può aumentare anche del 300% o del 1000% non appena quel sistema entra in vigore e viene usato sempre di più dalle persone. Il rendimento asimmetrico dunque, che appartiene tuttora a tutte le criptovalute, può ancora rappresentare un forte vantaggio per chiunque si avvicini a questa forma di speculazione. In poche parole fare trading con i mercati virtuali significa investire in un mercato “giovane”, che resterà tale ancora per diversi anni.

di Vincenzo Augello