Il lungo percorso di Ethereum verso il protocollo POS inizia questa settimana, attesa per il fork Istanbul

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Da tempo è risaputo che uno dei principali obiettivi per Vitalik Buterin, il creatore di ethereum, è condurre questa blockchain ad utilizzare un protocollo POS; tuttavia, è sempre opportuno precisarlo, è proprio lo stesso Vitalik a ritenere che prima di poter implementare un protocollo del genere, che vada a sostituirsi al POW attualmente impiegato da questa blockchain, saranno necessari anni. In attesa che questo fatidico giorno arrivi ci stiamo però avvicinando al blocco 9.069.000 (che farà scattare il fork Istanbul presumibilmente il 7 dicembre) e a quello che sarà l’ultimo hard fork previsto per Ethereum 1.0, quello cioè che aprirà finalmente la strada a Serenity che, a sua volta, è il primo passaggio per approdare alla versione 2.0 della piattaforma; prima che questo avvenga, comunque, sarà necessario attendere l’aggiornamento dell’EVM nonchè l’implementazione di Casper, cioè il nuovo protocollo POS senza il quale ethereum 2.0 non potrebbe mai venire pienamente alla luce. La sensazione è che alla fine gli sviluppatori si orienteranno a un passaggio intermedio, durante il quale saranno attivi sia il sistema POS che quello POW, in una sorta di blockchain ibrida che potrebbe finire per assomigliare in qualche modo a decred; a quel punto chissà, la transizione verso un sistema 100% POS potrebbe proseguire oppure alla fine gli sviluppatori potrebbero optare in corsa per tenersi la versione ibrida della blockchain (che è comunque una possibilità).

Per adesso gli sviluppatori si sono trovati d’accordo solo su una cosa e cioè rinviare quella che veniva chiamata “bomba di difficoltà”, che non verrà lanciata quindi con il prossimo hard fork ma che è stata spostata più lontano (ben 4mln di blocchi più avanti); chiariamo però per i più distratti di cosa stiamo parlando, la bomba di difficoltà, come il termine stesso suggerisce, altro non è che un meccanismo che farebbe incrementare la difficoltà di mining, introdotto per incentivare un domani il passaggio dal protocollo POW (che a causa della bomba di difficoltà richiederebbe enorme potenza di calcolo e, quindi, alti consumi elettrici) a quello POS. Dal momento che, come accennato, il passaggio al protocollo proof of stake è ancora molto lontano la scelta degli sviluppatori di spostare la data prevista per la bomba di difficoltà di 4mln di blocchi (cioè tra circa 700 giorni) ci fornisce anche un dettaglio su quanto potrà essere lunga la fase in cui la blockchain di ethereum rimarrà ibrida; il lancio di Casper, infatti, è previsto per la prossima primavera, per cui è presumibile pensare che per almeno un anno e mezzo entrambi i protocolli saranno attivi su ethereum, fino a quando tra poco più di un paio di anni, l’esplosione della bomba di difficoltà incentiverà la migrazione dei minatori dal vecchio protocollo POW (diventato troppo oneroso) al nuovo Casper. Per vedere quindi finalmente l’ethereum 2.0 sembra ci toccherà aspettare il 2022, fino ad allora non ci rimane che prepararci a Istanbul.