Il wallet per criptovalute trazor al centro di un giallo che vede coinvolto il governo Venezuelano

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Occuparsi di criptovalute senza finire anche con l’occuparsi periodicamente di ciò che accade in Venezuela è sostanzialmente impossibile; il paese sudamericano, infatti, è comunemente considerato come uno dei paesi in cui l’ascesa di bitcoin è stata più importante, anche a causa dell’iperinflazione che ha colpito il bolivar e che ha indotto i venezuelani a rifugiarsi in BTC per tentare di proteggere il proprio potere d’acquisto. Da ieri, però, il Venezuela è finito al centro di un piccolo giallo che ha scatenato le ironie della comunità sui social; il presidente Nicolas Maduro, infatti, è apparso sulla tv di stato per dichiarare che le maggiori aziende dell’industria delle criptovalute sono adesso operative nel paese. La cosa non sarebbe affare da poco, come noto, infatti, il Venezuela subisce le sanzioni imposte unilateralmente dagli USA ed è tagliato fuori dal commercio internazionale; di fianco a Maduro, nel corso di questa presentazione ufficiale, sono comparse alcune persone che si sono presentate come membri di Trezor, uno dei principali produttori di wallet per criptovalute al mondo, e che hanno dichiarato di essere i rappresentanti ufficiali dell’azienda in Venezuela mentre il presidente mostrava ai telespettatori un dispositivo di archiviazione crittografica e illustrava le principali procedure per l’acquisto di beni e servizi attraverso il Petro, la criptovaluta di stato il cui valore è agganciato alla produzione di greggio nel paese. Il giallo è scoppiato nel momento in cui l’account twitter ufficiale di Trezor ha twittato di non avere alcun rappresentante, ne tanto meno un ramo aziendale, in Venezuela; più precisamente, nel tweet pubblicato oggi, si può leggere che:

Per chiarire la situazione, non abbiamo rivenditori ufficiali in Venezuela e non eravamo a conoscenza del fatto che ci sarebbe stata questa presentazione. Stiamo tentando di capire cosa sia successo

Molti osservatori via social hanno affermato che probabilmente la società in questione non è altro che un rivenditore non autorizzato, nonostante possieda un account facebook che rimanda al sito ufficiale di Trezor. Non è dato di sapere poi fino a quale punto il governo venezuelano fosse consapevole di tutto questo e se, in altre parole, non sia stato raggirato da quest’azienda o se tutto questo sia avvenuto su iniziativa del governo stesso; la sola cosa certa è che le persone che hanno affiancato Maduro in tv non hanno alcun rapporto con Trezor e Trezor stessa ha dichiarato di non sapere chi siano. Difficile immaginare che il governo venezuelano possa decidere di rispondere in qualche modo per chiarire la situazione, restiamo quindi in attesa di ulteriori comunicazioni da parte di Trezor per capire cosa sia avvenuto e cosa effettivamente Maduro abbia presentato ai venezuelani.