Libra: nuova crisi isterica del ministro delle finanze francese, qualcuno lo avvisi che il progetto s’è arenato

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Da quando a metà giugno facebook ha presentato in pompa magna il progetto della sua stablecoin, libra, c’è un pover’uomo che si aggira per i palazzi delle istituzioni europee in condizioni pietose; non dorme più da mesi, non mangia, ha il volto scavato, è soggetto a continui attacchi di panico, parliamo del ministro delle finanze francese Bruno Le Maire. In una nuova intervista rilasciata ieri al financial times, infatti, il ministro ha continuato, con un comportamento vagamente ossessivo compulsivo, a sostenere che libra è un’intrusione nella sovranità finanziaria degli stati, che usurpa il diritto degli stati di emettere delle proprie valute, che l’emissione di libra distruggerà la stabilità finanziaria dei mercati. Il povero ministro francese non sembra essersi accorto che libra è solo un pezzo di carta, che il progetto si è arenato, che l’emissione di questa moneta comunque non impedisce alla BCE di emettere l’euro, che non c’è nessuna usurpazione del diritto degli stati perché sono gli stati che si sono arrogati il diritto del totale monopolio sull’emissione di moneta e, soprattutto, non pare essersi conto che non c’è alcuna stabilità finanziaria da difendere, che non abbiamo neanche fatto in tempo ad uscire dalla crisi dei mutui subprime del 2008 che già stiamo entrando in una nuova crisi potenzialmente peggiore dell’ultima e che la tanto sbandierata stabilità finanziaria coincide con la costruzione di gigantesche bolle speculative. Sempre Le Maire sostiene poi che con la nascita dell’euro gli stati membri cedettero una parte della loro sovranità per rendere possibile il più grande progetto europeo; qualcuno dovrebbe ricordargli, tra l’altro, che le banche centrali sono (ma forse sarebbe meglio dire dovrebbero essere) indipendenti dai governi, per cui non si capisce come un organo indipendente dai governi legittimamente eletti possa accampare diritti sovrani. Le Maire parla come un piccolo re sole, blaterando di sovranità, mentre il suo governo picchia in maniera indecorosa il popolo francese che da mesi riempie le piazze per protestare; Le Maire parla delle istituzioni come se gli appartenessero, afferma di non poter sostenere che uno degli strumenti più potenti di uno stato sovrano, la politica monetaria, rientri nelle competenze di entità non soggette al controllo democratico. Questo però è falso, perché gli stati sovrani, nel loro ruolo di legislatori, avrebbero ampi strumenti per regolare l’attività di una criptovaluta come libra; Le Maire afferma che la sovranità monetaria degli Stati è sostenuta dalla libertà di scelta dei loro cittadini, ma questo non è vero, i cittadini non hanno alcun controllo sulle banche centrali, le quali sono autonome e indipendenti, ne ce l’hanno sulla politica; per dimostrarlo basta ricordarci di quello che è successo in Grecia, ho seri dubbi che la gestione avuta della delicata situazione greca sia una libera scelta dei cittadini greci (e ancora meno di quelli europei) come ho seri dubbi che farsi malmenare dalla polizia sia una libera scelta dei cittadini francesi. Le Maire, con la sua intervista al financial times, non ha fatto altro che dimostrare la mentalità profondamente reazionaria e quasi ottocentesca dei politici che hanno, letteralmente, occupato le istituzioni democratiche e che le trattano come se fosse cosa loro, come se l’esercizio del potere gli spettasse per diritto divino dandogli la possibilità di decidere della vita e della morte di intere popolazioni come dimostra ad esempio il disastro combinato in Libia e più in generale in tutto il medio oriente sin dalla guerra contro l’Iraq. Quale libera scelta hanno mai avuto i cittadini europei, da sempre refrattari in larga parte ad ogni forma di conflitto, nelle guerre scatenate negli ultimi 20 anni in tutto il medio oriente? I più anziani ricorderanno le oceaniche manifestazioni per la pace durante gli anni della seconda guerra in Iraq, manifestazioni bellamente ignorate dalle istituzioni democratiche (si fa per dire) dei paesi europei che a quel conflitto, invece, decisero di partecipare. Per non parlare del fatto che ogni volta che la costituzione europea, prima, e il trattato di Lisbona, poi, sono state sottoposte a voto popolare (in Olanda e nella stessa Francia) i popoli ne hanno sempre bocciata la ratifica e sono stati i governi a decidere d’imperio calpestando la sovranità popolare. Insomma, è francamente ridicolo sentire oggi gli sproloqui del ministro francese delle finanze a fronte di tutto quanto abbiamo appena detto e soprattutto in virtù di un progetto che ancora, e probabilmente ancora per molti anni, rimane solo su carta e non è nemmeno detto che diventi mai realtà.