L’UE verso la regolamentazione delle criptovalute, ma i presupposti sono completamente sbagliati

Una nuova dichiarazione di Valdis Dombrovskis, il commissario per i servizi finanziari dell’Unione europea, ci conferma che l’UE si avvia, per quanto lentamente, a varare una regolamentazione comune dei mercati delle criptovalute; in una recente audizione con i responsabili politici dell’unione Dombrovskis ha dichiarato infatti che:

L’Europa ha bisogno di un approccio comune sui cripto-asset come libra. Intendo proporre una nuova legislazione in merito”

Ora, basta questa dichiarazione a farci intuire come la comunità europea si appresti a combinare un pasticcio di dimensioni probabilmente epocali nel momento in cui arriverà a regolamentare l’industria blockchain. La presentazione di libra ha provocato una vera e propria crisi isterica nelle istituzioni europee, sia a livello nazionale che comunitario, e procedere alla regolamentazione del mercato delle cripto sull’onda di questa crisi isterica è la peggiore idea che potessero avere. Quello che stiamo rischiando è che nel tentativo di arginare un progetto che pare già oggi destinato ad arenarsi finiscano col creare una normativa che impedirà la nascita di una vera industria blockchain nell’UE; se consideriamo che i politici europei hanno già dato ampie dimostrazioni in numerose dichiarazioni rilasciate in passato di non comprendere pienamente tutte le varie implicazioni di questa tecnologia il fatto che vogliano regolamentare qualcosa che non hanno neanche capito lascia adito a infinite perplessità. Libra non è bitcoin e bitcoin, a sua volta, non è ethereum; le monete decentralizzate sono profondamente differenti da quelle centralizzate e mentre queste ultime sono relativamente facili da regolamentare una moneta come bitcoin sfuggirà sempre ad ogni tentativo di regolamentazione. Il mondo di oggi è liquido, barriere e confini sono crollati e a produrre tutto questo non è stata la globalizzazione ma internet; come pensano questi politici di poter bloccare qualcosa che non ha radici in un singolo paese ma che è completamente e pienamente decentralizzata? Appare poi chiaro che la tentazione di sfruttare Libra per arginare il fenomeno bitcoin sia semplicemente troppo forte per i politici europei che fin troppo spesso hanno dimostrato la loro natura profondamente reazionaria, dalla Spagna alla Grecia passando per la Francia. Ovviamente questa mia analisi non va presa per oro colato, non sappiamo che tipo di regolamentazione l’UE tirerà fuori dal cilindro, ma osservando il disastro che hanno combinato con la legge sui cookies e quella per proteggere il copyright dei contenuti online le possibilità che quella stessa classe dirigente possa rivelarsi capace di regolamentare il settore delle criptovalute senza combinare l’ennesimo pasticcio appaiono veramente scarse; non ci resta che aspettare, quindi, e verificare che tipo di regolamentazione riusciranno a produrre, tenendo le dita incrociate e sperando che, finalmente, riescano a fare qualcosa non dico di buono, ma almeno decente. Io, però, nutro seri dubbi a riguardo sin da ora.