Criptovalute: associazione a delinquere corrompe gli amministratori di sistema per minare bitcoin, 15 arresti in cina

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A riportarlo è una fonte locale (CCTV) nella giornata di ieri; da quanto si apprende la polizia di Henyang, una città nella provincia di Hunan nella Cina centro-meridionale, avrebbe arrestato 15 persone coinvolte nel mining abusivo di bitcoin. L’idea era tanto semplice quanto efficacie, corrompere gli amministratori di sistema (responsabili della gestione di numerosi internet caffè della provincia) al fine di cannibalizzare i computer dell’azienda e far loro minare bitcoin. Le indagini degli inquirenti si sono valse del supporto di quasi 1000 professionisti che hanno supportato le autorità permettendo loro di procedere all’arresto dei 15 criminali informatici; l’associazione a delinquere, secondo quanto riferito dagli inquirenti, sarebbe riuscita a minare la bellezza di 14mln di dollari in appena 4 mesi sfruttando un malware sviluppato da un’azienda informatica della zona guidata da un certo Zhang il quale sembra abbia provveduto personalmente a corrompere le persone poi finite coinvolte nelle indagini. Negli ultimi tempi si stanno facendo sempre più numerosi i casi di arresti di persone coinvolte nel mining abusivo di criptovalute; le truffe sono di vario tipo e vanno dal mero furto di elettricità all’uso delle infrastrutture aziendali da parte dei dipendenti fino, come in questo caso, al ricorso di virus informatici per creare reti di computer da utilizzare per minare criptovaluta (generalmente bitcoin o monero). Il fenomeno sta diventando abbastanza rilevante in paesi come Cina ed Iran, ma anche in occidente abbiamo di questi problemi; di recente, ad esempio, la polizia france ha smantellato una rete di computer così grande che gli inquirenti hanno dichiarato che, se gli hacker avessero voluto, avrebbero potuto impiegarla per spegnere per giorni l’intera rete di siti privati a livello globale. Chiaramente una rete così estesa ha fruttato una vera e propria fortuna prima di essere smantellata e dato che, a differenza di quanto accaduto in Cina, la polizia francese non è riuscita ad arrestare i responsabili c’è da star certi che questi staranno godendosi quanto indebitamente sottratto dalla spiaggia assolata di qualche paradiso caraibico. La cosa inizia ormai a rappresentare un problema rilevante, non tanto per il fenomeno in se quanto per il fatto che dimostra l’enorme fragilità delle nostre reti e quanto sia facile assumerne il controllo con finalità sostanzialmente imprevedibili; per quanto fastidioso possa essere, infatti, trovarsi un computer cannibalizzato da un virus ed impegnato da mattina a sera a minare criptovalute il problema vero è che queste reti di pc possano essere usate in futuro per aggredire interi paesi, come in un vero e proprio atto di guerra. Occorre quindi che le istituzioni prendano consapevolezza di quanto importante sia mettere in sicurezza le reti e dotarsi degli strumenti necessari a farlo anche, e forse soprattutto, in termini di educazione; molti dei principali rischi presenti sul web, infatti, possono essere evitati usando poche e banali attenzioni come, ad esempio, evitare di usare come password “12345”.