Su cosa si basano le criptovalute? Cosa sostiene la tecnologia, cosa muove i prezzi, come funziona il mercato, scopriamolo insieme

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Le criptovalute si basano sulla crittografia, è il nome stesso a suggerirlo, ma per moltissime persone, soprattutto i primi tempi che si accostano a questa tecnologia, questo significa quasi nulla; tentiamo quindi di essere più chiari possibile e di spiegare per bene cosa significhi quello che abbiamo appena scritto. La crittografia altro non è che lo strumento attraverso il quale gli utenti possono essere sicuri di non vedersi rubati i propri fondi; per intenderci facciamo un esempio, che è certamente una semplificazione ed anche un po’ tirato per i capelli, ma che rende molto bene l’idea di cosa intenda. Immaginiamo un servizio come gmail, chiunque può accede a questa piattaforma, il nostro indirizzo email (che usiamo anche per accedere al nostro account) è quasi sempre di dominio pubblico o, comunque, è noto a moltissime persone però per accedere fisicamente all’indirizzo mail è necessario conoscere la password. Ecco, con bitcoin è quasi la stessa cosa, la rete è pubblica, chiunque può accedervi, così come lo sono (pubblici intendo) gli indirizzi presso cui i bitcoin vengono custoditi (possono essere ricavati facilmente smanettando su un explorer) ma per accedere fisicamente a un indirizzo e ai bitcoin che vi sono contenuti è necessario essere in possesso della chiave privata che consente di movimentare quei fondi. La chiave privata, quindi, equivale alla password che ci permette di accedere al nostro indirizzo gmai; senza password nessuno può accedere al nostro account e senza chiave privata nessuno può movimentare i fondi custoditi in un wallet. Questo è ciò che si intende quando si dice che le criptovalute si basano sulla crittografia; l’esempio, come detto, è un po’ una semplificazione (un account mail, ad esempio, può essere hackerato, una chiave privata no) ma permette comunque ai meno esperti di iniziare a comprendere facilmente di cosa stiamo parlando. Quanto appena scritto vale però da un punto di vista prettamente tecnologico, i nostri lettori, però, presumo vorranno sapere anche su cosa si basano le criptovalute da un punto di vista più strettamente economico-finanziario o, in altre parole, che cosa provoca i movimenti di prezzo sui mercati; da questo punto di vista le cose sono più semplici perché a muovere i prezzi sono le solite dinamiche che agiscono anche sui classici mercati finanziari. Ogni giorno, infatti, la rete bitcoin processa un gran numero di transazioni, queste sono il risultato di rapporti commerciali, speculazione e della creazione di nuove aziende; anche qui andiamo a fare degli esempi così da capire meglio di cosa stiamo parlando. Molte aziende accettano pagamenti in bitcoin ma per proteggersi dalla volatilità hanno sottoscritto partnership con altre aziende che si occupano di processare i pagamenti e che convertono in tempo reale ogni pagamento ricevuto in valuta fiat; se quindi io gestisco un e-commerce e mi faccio pagare in bitcoin il processore di pagamento converte la somma che l’utente mi paga in BTC in valuta fiat e, così facendo, genera una pressione ribassista. La somma di tutte le operazioni di cambio da bitcoin in valuta fiat genera tensione ribassista, mentre, al contempo, la somma di tutte le operazioni di chi invece compra bitcoin con valuta fiat genera tensione rialzista; il prezzo, quindi, è la risultante di tutte queste operazioni, cresce o cala in base al fatto che il grosso della liquidità si concentri nelle mani di chi compra o di chi vende. Ovviamente a questo tipo di dinamica si sommano le operazioni dei trader, che comprano e vendono tentando di guadagnare sulle variazioni di prezzo; a questo vanno aggiunte tutte le nuove aziende che, per iniziare la propria attività, hanno bisogno di comprare bitcoin o quelle che, viceversa, liquidano (per i più svariati motivi) i propri BTC. Supponiamo ad esempio che io abbia 1mln di dollari da investire e volessi creare una rete di bancomat nella mia città; oltre a comprare gli sportelli ATM dovrò anche preoccuparmi di disporre di un quantitativo di monete sufficiente a soddisfare la domanda presso gli sportelli, dovrò, quindi, comprare bitcoin. Allo stesso modo se io fossi un miner e mi rendessi conto che a causa dell’eccessivo costo dell’elettricità sto minando in perdita potrei decidere di chiudere la mia maniera, vendere le attrezzature e, magari, anche le monete accumulate fino a quel punto. Per concludere, quindi, il mercato delle criptovalute si basa su tutte le transazioni eseguite da privati, persone fisiche e trader sia nel caso che vendano sia nel caso che comprino.