Criptovalute: il mondo è cambiato, adesso anche Goldman Sachs è bullish su bitcoin

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Per molti anni Goldman Sachs è stata, insieme agli altri maggiori gruppi bancari al mondo, tra i principali detrattori di bitcoin e delle criptovalute; mercato troppo volatile, soggetto a speculazioni, senza alcun valore intrinseco sono solo alcune delle obiezioni più comuni a sostegno della convinzione che quello delle cripto fosse un mercato destinato a morire. Più di recente le cose sono cambiate, abbiamo scoperto che quegli stessi istituti di credito stanno lavorando al lancio di proprie cripto e che guardano con enorme interesse alla tecnologia blockchain; nonostante tutto questo scoprire che Goldman Sachs è bullish su bitcoin (qui puoi seguire il prezzo in tempo reale) è stato comunque un piccolo shock. In una nota inviata ai clienti, infatti, è condivisa su twitter nella giornata di ieri, la banca ha proposto un’analisi dell’andamento del prezzo che pone come obiettivo di breve termine quota 14mila dollari; l’analisi si basa sulle onde di Elliot ed ipotizza che quel primo target possa essere la prima di cinque onde che, presumibilmente, potrebbero portare il prezzo a segnare un nuovo ATH. Personalmente tendo a guardare con grande diffidenza alle analisi prodotte sulla base della teoria delle onde di Elliot, non perché non reputi questa tecnica affidabile, ma perché sono veramente pochi gli analisti che la padroneggiano pienamente; non è questo, ovviamente, il caso di Goldman Sachs i cui analisti, almeno si spera, sanno certamente cosa stanno facendo nel momento in cui producono determinate analisi. Personalmente non saprei esprimere un giudizio sull’analisi di Goldman Sachs, in questo momento però sono numerosi gli analisti ad essere bullish su bitcoin ed io stesso, nella nostra consueta analisi del lunedì, sono almeno un paio di settimane che scrivo che essere bearish su bitcoin in questo momento appare sostanzialmente improponibile. Il rischio, in ogni caso, di una brusca interruzione dell’attuale bull run esiste ed è messo in risalto dalla stessa Goldman Sachs che, all’interno del proprio raporto, evidenzia come l’eventuale rottura del supporto in quota 9000$ (in corrispondenza del doppio minimo chiuso a fine luglio), sarebbe da interpretarsi come un chiaro segnale di inversione. Nell’analisi di Goldman Sachs, poi, viene prospettato come lo scenario più probabile quello di un ritracciamento sui livelli del 20 luglio, intorno a quota 10700$ ed in corrispondenza della rottura del doppio minimo (avvenuta proprio lunedì scorso) che, a questo punto, dovrebbe rappresentare un supporto abbastanza solido per lanciare il prezzo a testare quota 14000$, quello che in pratica Goldman Sachs considera il primo target della serie di cinque onde che dovrebbero susseguirsi nel corso dei prossimi mesi.