Criptovalute: la BCE chiede di regolamentare libra il prima possibile

Settimana scorsa avevamo parlato della lettera inviata dal congresso americano a facebook contenente la richiesta di sospendere i lavori di sviluppo di libra per dare tempo e modo alle autorità finanziare di studiarne gli effetti sul mercato globale e nazionale fin nel più piccolo particolare; ieri, con un articolo pubblicato da bloomberg, abbiamo scoperto che Benoît Cœuré (membro dell’esecutivo della BCE) intende fare pressioni affinché le istituzioni europee regolamentino questa nuova moneta il prima possibile. Proprio nella giornata di ieri, mentre si trovava nel sud della Francia, infatti, Cœuré ha sostenuto che:

Dobbiamo muoverci più velocemente di quanto siamo stati in grado di fare fino ad ora, perché la comparsa di tutti questi progetti sono un campanello d’allarme per noi legislatori e per le autorità pubbliche, ci obbligano a porci una serie di domande e potrebbero essere l’occasione per migliorare il nostro modo di fare le cose”

Come sappiamo, però, la recente nomina di Christine Lagarde alla presidenza della BCE dovrebbe portare l’Europa ad avere posizioni più morbide nei confronti delle cripto rispetto al passato; fino ad oggi, infatti, l’UE ha guardato con grande diffidenza a questo mercato, preferendo restare alla finestra a guardare e impedendo, con la propria inazione, la nascita di un’industria blockchain degna di questo nome. Attualmente, come abbiamo scritto in numerosi altri post, la Francia ha preteso di mettersi alla guida a livello europeo per la regolamentazione delle cripto; il problema è che proprio la Francia è uno dei paesi più reazionari per quanto riguarda questa tecnologia e sono diverse le figure di spicco del governo francese (a partire dal ministro dell’economia) che non perdono occasione per screditare bitcoin e le altre criptovalute ogni volta che ne hanno l’opportunità. In tutto questo i partiti di governo tedeschi sembrano decisi invece a puntare sulla blockchain come leva di crescita economica per la Germania, e il fatto di lasciare carta bianca alla Francia per una regolamentazione comunitaria particolarmente rigida potrebbe essere letta come una strategia dei tedeschi tesa a guadagnare un vantaggio competitivo sugli altri paesi; se, in altre parole, i tedeschi punteranno pesantemente sugli asset crittografici, mentre la Francia impone a forza di tenere il freno tirato ai paesi dell’area UE, la Germania, proseguendo sulla sua strada, finirà con l’avvantaggiarsi su tutti gli altri concorrenti del mercato europeo. Ovvio pensare che, in tutto questo, la Francia qualcosa debba pur guadagnarci, il che apre alla possibilità che ci siano accordi bilaterali tra i due paesi che non sono di dominio pubblico; al netto di questo non dobbiamo mai dimenticare che lo stesso Macron viene da molti considerato uomo della Merkel, nel senso che proprio i tedeschi si sarebbero, il condizionale è d’obbligo, spesi per la sua elezione. La situazione, se non si fosse capito, continua ad essere ancora molto caotica in UE, con la Francia che fa la voce grossa ma sembra, a dire il vero, moderatamente isolata su questo fronte; l’Italia, ad esempio, ha appena varato una sandbox, il portogallo dimostra una certa apertura verso questo settore (tanto da aver deciso di non tassare i profitti da trading), altri paesi come Cipro, Malta ed Estonia stanno spingendo molto in favore di questa tecnologia, l’Austria qualche settimana ha emesso addirittura dei francobolli registrati su blockchain ethereum e, per finire, come detto, la Germania sembra voler investire tanto su questa industria. La sensazione, per concludere, è che la partita della regolamentazione in Europa si stia giocando sotto banco, di conseguenza le dichiarazioni di singole persone, tanto più se di nazionalità francese, lasciano un po’ il tempo che trovano; vedremo se le dichiarazioni di Coeure sono destinate a restare solo chiacchiere o se nei prossimi mesi assisteremo davvero al giro di vite auspicato dai francesi che, però, fino ad oggi, sono parsi essere solo molto boriosi, inconcludenti ed incapaci di costruire il fronte anti-cripto che tanto desidererebbero non solo sullo scenario europeo ma anche a livello globale.