Una partenrship tra Nasdaq e CryptoCompare permetterà di monitorare il pricing delle criptovalute a beneficio degli investitori istituzionali

La notizia è stata confermata da un comunicato stampa congiunto, per cui proviene da fonte certificata, ma andiamo con ordine; il nasdaq, per chi non lo sapesse, è la seconda più grande borsa del mondo, mentre CryptoCompare è uno dei principali fornitori di dati sull’andamento dei prezzi dei maggiori mercati di criptovalute. La notizia è rilevante perché questi due colossi dei rispettivi settori hanno stretto una partnership che consentirà agli investitori istituzionali di avere informazioni puntuali sul pricing degli asset crittografati quotati sul mercato; si tratta di uno strumento indispensabile per garantire l’afflusso di liquidità sul mercato delle cripto da questo tipo di investitori, che grazie alla garanzia offerta dal Nasdaq potranno godere di uno strumento nuovo di cui, fino ad oggi, non disponevano. Il nuovo prodotto avrà il nome di “Aggregate Crypto Reference Pricese sarà distribuito su piattaforma Qandl (di proprietà proprio del Nasdaq); tale piattaforma offre già i propri servizi ad oltre 400.000 professionisti della finanza che potranno quindi a breve avere la possibilità di vedersi recapitare dati, attraverso la medesima infrastruttura, relativi anche ai mercati delle cripto. Il tutto è stato reso possibile proprio attraverso la raccolta di set di dati relativi agli indici aggregati forniti da CryptoCompare, che includeranno l’andamento dei prezzi in tempo reale provenienti dagli exchange sui quali si concentrano il grosso dei volumi del mercato a livello globale. In questo modo, come si può leggere nel comunicato stampa, si vuole migliorare la capacità degli investitori istituzionali di elaborare strategie di trading, modelli di rischio e test retrospettivi, contribuendo a rendere più sicuro il trading su un mercato che rimane, ancora oggi, estremamente volatile. Tutto questo, inevitabilmente, non può finire con l’essere ricondotto all’ormai annosa questione del lancio dei futures su bitcoin, che ancora oggi continua ad essere rimandata con cadenza praticamente trimestrale già dal terzo trimestre del 2018; la possibilità di offrire strumenti di analisi evoluti e certificati agli investitori istituzionali, quindi, non può che essere visto come un ulteriore passo verso l’emissione dei futures bitcoin. Resta da capire, per concludere, se l’emissione di futures bitcoin sia davvero una cosa positiva per il mercato delle cripto oppure no, cosa della quale, per quanto mi riguarda, non sono così sicuro; tuttavia non sono molti a pensarla come me e nella comunità la possibilità che effettivamente un futures bitcoin venga emesso viene vista con grande entusiasmo proprio per la sua capacità di drenare la liquidità dei grandi investitori istituzionali nel mercato delle cripto, con tutte le conseguenze che ne derivano, soprattutto in termini di impennata dei prezzi.