Ripple sbarca in Brasile, il paese diventa cardine della strategia di espansione nel Sudamerica

ripple analisi tecnica

La notizia è di ieri, diffusa dall’edizione locale di cointelegraph; ripple ha deciso di aprire un nuovo ufficio in Brasile, l’annuncio ufficiale verrà dato in concomitanza con il IAB Febraban, una tra le più importanti conferenze fintech del continente, che ha aperto i battenti proprio oggi a San Paolo e proseguirà fino al prossimo al 13 giugno. Secondo quanto si apprende il nuovo ufficio verrà guidato da Luiz Antonio Sacco, già CEO della filiale brasiliana del The Warranty Group (uno dei principali fornitori mondiali di estensioni sulle garanzie); Sacco era entrato in Ripple tre mesi fa (nel marzo scorso) ed ora assume un incarico dirigenziale di importanza cruciale per l’espansione della rete di pagamenti Ripple in tutta la regione del Sudamerica. Nonostante la rete del consorzio R3 sia già in uso da tre colossi del settore bancario (Santander Brasil, BeeTech Global e Banco Rendimento), è noto come fino ad oggi le strategie di crescita ed espansione del gruppo si siano concentrate prevalentemente sul mercato asiatico, trascurando quello americano ed europeo; con questa mossa diventa evidente lo sforzo che ripple sta compiendo per acquisire una rilevanza di portata globale, ma c’è qualcosa di nuovo in questa notizia che in passato non avevamo mai visto. Mutuando probabilmente le strategie da uno dei suoi principali concorrenti (Stellar), Ripple ha deciso di affiancare alla sua diffusione in Sudamerica un piano di investimenti teso ad avviare programmi di istruzione e formazione in partnership con alcune delle principali università brasiliane, tra le quali spiccano (per importanza e blasone) l’Università di San Paolo e la Fundação Getúlio Vargas. In questo modo il consorzio R3 sembra aver compreso l’importanza di affiancare alle classiche strategie di crescita a livello commerciale azioni che abbiano una portata più prettamente sociale, capace di creare un legame concreto e persino emotivo col territorio in cui opera. Lo stesso Sacco ha infatti rilevato come gli investimenti in istruzione avranno un ruolo cruciale nella crescita e nella promozione della tecnologia blockchain, per non parlare del fatto che questo permetterà di far emergere nuovi talenti e professionalità che, un domani, potranno essere reclutati dalla stessa ripple guadagnando quindi una marcia in più su altri progetti che non hanno sposato una strategia di crescita ugualmente lungimirante. Mentre il prezzo della criptovaluta nativa (XRP), continua a soffrire e non sembra riuscire ad uscire dalla spirale ribassista che prosegue ormai da mesi, il consorzio R3 continua a lavorare duramente all’espansione della rete ripple su scala mondiale; resta da capire se di queste strategie riuscirà a giovarsi anche XRP, cosa che auspicano tutti gli investitori che hanno scommesso su questa moneta ma che non è così scontata dal momento che, come noto, la piattaforma è capace di funzionare tranquillamente anche senza contemplare l’uso di XRP per spostare i fondi.