Criptovalute: la BCE ritorna sulla possibilità di emissione di una cripto garantita dalle banche centrali

Sinceramente? Mi viene il dubbio che la BCE ci stia trollando tutti; sono anche piuttosto stanco di perdere tempo dietro le esternazioni del dirigente di turno, puntualmente in contraddizione rispetto a quelle del dirigente precedente, ma tant’è, il nostro lavoro è informarvi di quello che succede, quindi forza e coraggio e tentiamo di capire cosa sta succedendo. Nel corso della conferenza Reinventing Bretton Woods Committee il presidente della banca centrale lituana (Vitas Vasiliauskas) e membro del Consiglio Direttivo della BCE è intervenuto per dirci cosa pensa delle CBDC (criptovalute garantite da una banca centrale); in realtà di cosa pensi Vasiliauskas non è importato a nessuno, la conferenza, infatti, si è tenuta ad inizio aprile (l’intervento di cui stiamo parlando è del 12 aprile) senza suscitare alcun clamore particolare. Ne parliamo oggi perché cointelegraph (prima sull’edizione americana e oggi su quella italiana) ha ritirato fuori la questione, facendo si che la notizia iniziasse a rimbalzare su tutti i maggiori siti del settore nonostante sia drammaticamente vecchia; di conseguenza ce ne occupiamo anche noi, con l’intento soprattutto di rilevare la grande confusione che regna sovrana nella BCE quando si parla di criptovalute. Dunque, che cosa ha sostenuto Vasiliauskas nel suo intervento di aprile? Semplice, il presidente della banca centrale lituana ha cantato le lodi di una stablecoin emessa da una banca centrale affermando che garantirebbe ai cittadini accesso diretto al denaro emesso dalle banche centrali, con effetti positivi sulla stabilità finanziaria nel lungo periodo. Ora, le banche centrali, inclusa la BCE, hanno sempre puntato il dito contro la volatilità delle criptovalute, ma con queste affermazioni non fanno altro che confermare quello che i bitcoiners sostengono da anni e cioè che questa tecnologia è il futuro della moneta. Come abbiamo detto centinaia di volte, poi, la volatilità non è un fenomeno che riguarda solo le criptovalute e, contrariamente a quanto sostengono in BCE, le valute FIAT non sono stabili per natura, basta vedere cosa succede in Venezuela e in Argentina (solo per citare due tra i casi più noti) per rendersene conto. La sensazione, quindi, è che le banche centrali siano molto attratte dalla tecnologia ma non si sognano nemmeno lontanamente di mettere a repentaglio il loro status quo; il punto è che con l’avvento dei DEX nel momento in cui le banche centrali inizieranno ad emettere stablecoin questo non farà altro che legittimare ulteriormente bitcoin, perché da quel momento cambiare valute fiat con criptovalute diventerà facilissimo ed accessibile per chiunque. Le banche centrali, quindi, devono rassegnarsi al fatto che non riusciranno mai ad avere la botte piena e la moglie ubriaca, se sdoganeranno le criptovalute attraverso l’emissione di stablecoin perderanno buona parte del controllo sul denaro e favoriranno l’ascesa di bitcoin, da questo non si scappa. Purtroppo, si fa per dire, le banche sono avide per natura e la possibilità di risparmiare una valanga di soldi attraverso l’uso della tecnologia blockchain è diventata probabilmente un tarlo nella testa che le sta logorando; non se ne esce quindi, Satoshi quando inventò bitcoin (più di dieci anni fa ormai) ha firmato una condanna a morte per le banche; questo ovviamente non avverrà dalla sera alla mattina, ma nel lungo periodo appare abbastanza inevitabile, con buona pace della BCE e delle altre banche centrali.