HTC integra sul proprio smartphone EXODUS1 uno scambio di criptovalute decentralizzato

Che il mercato delle cripto stia cambiando molto velocemente è un dato di fatto abbastanza risaputo, che l’evoluzione si stia muovendo così velocemente da rischiare di uccidere quelli che oggi sembrano colossi intoccabili lo è meno. La notizia è di oggi ed è di quelle realmente entusiasmanti; HTC, uno dei principali costruttori di smartphone al mondo, ha infatti confermato che integrerà sui propri dispositivi un exchange decentralizzato, per permettere agli utenti di scambiare criptovalute direttamente attraverso il wallet nativo dello smartphone senza essere costretti a transitare ogni volta da un exchange. Questa notizia pone le basi per la morte delle principali piattaforme di scambio e lascia intravedere uno scorcio di quello che sarà il prossimo futuro; per adesso questa opportunità è disponibile solo per lo scambio di alcuni token ERC20, ma c’è da giurare che in un prossimo futuro, anche grazie alla tecnologia che consente l’atomic swap, quella che oggi pare un’eccezione diverrà la regola. Phil Chen, responsabile del reparto HTC che si occupa di blockchain, ha dichiarato a Coindesk che:

“La possibilità di scambiare i token ERC-20 senza fare affidamento su scambi di terze parti è un passo importante per potenziare la sicurezza e la privacy degli utenti ed è uno dei principali obiettivi del progetto EXODUS”

HTC sta anche lavorando a una versione più economica del dispositivo, che potrebbe finire sul mercato a un prezzo inferiore ai 300$; l’idea è quella di allargare i casi d’uso dei token ERC-20 in maniera esponenziale, per fare in modo che possano essere utilizzati non solo come mezzi di pagamento ma anche come garanzia per ottenere prestiti e, ovviamente, come strategia di investimento. Detto questo è il caso di fare un paio di riflessioni; sappiamo che le criptovalute e i token sono più economici per le persone e più facili da gestire (ammesso che lo si sappia fare) rispetto a un normale conto in banca, di conseguenza già questo rappresenta una grossa spinta alla loro adozione di massa. Fino ad oggi si è sempre sostenuto che bitcoin non potesse essere considerato una vera moneta perché non rappresenta un’unità di conto; nel frattempo, però, abbiamo assistito a un proliferare di stablecoin che aggirano questo problema. Non è quindi difficile immaginare un futuro in cui le criptovalute si imporranno sul denaro FIAT, in cui le persone con un minimo di abilità nella gestione del proprio denaro utilizzeranno questi strumenti come forme di investimento, dal momento che con le cripto si possono investire anche somme di denaro molto piccole. Le piattaforme decentralizzate consentono di operare sui mercati delle cripto in sicurezza e pagando commissioni ridicole; la gestione delle monete diventerà facile ed intuitiva grazie all’integrazione degli exchange decentralizzati sugli smartphone. Gli utenti che non avranno voglia di misurarsi coi problemi provocati dalla volatilità potranno usare le stablecoin ed accedere a questi strumenti senza preoccuparsi di perdite economiche, tutti gli altri potranno diversificare i loro portafogli senza difficoltà e riuscire ad aumentare i loro guadagni semplicemente attraverso una gestione oculata delle proprie finanze. Insomma, siamo davvero all’alba di una rivoluzione che cambierà radicalmente e per sempre il nostro modo di intendere il denaro, con buona pace di chi si ostina a sostenere il contrario ma che, facendolo, dimostra solo di non aver capito con cosa abbiamo realmente a che fare. Come abbiamo scritto in diverse occasioni è una costante degli ultimi anni che la tecnologia sia ridicolizzata in un primo momento, salvo poi diventare fenomeno di massa; è successo a internet, è successo agli smartphone, è successo persino ai social network. Le stesse persone che per anni hanno ridicolizzato i pionieri di internet (spacciato per un passatempo per adolescenti), degli smartphone (spacciati per giocattoli) e dei social (spacciati per piattaforme inutili) oggi non riescono nemmeno a immaginare la loro vita senza internet, sono gli utenti che usano per più ore al giorno i loro smartphone ed hanno sviluppato quasi una dipendenza dai social network. Ecco, tutto questo è già successo in passato, tutto questo succederà di nuovo con le criptovalute, è solo questione di tempo, ma per chi comprende il potenziale di questa tecnologia il futuro che ho appena descritto appare sostanzialmente inevitabile.