Futures bitcoin: nuovo record storico per il CME

Il CME group (Chicago Mercantile Exchange) è stato il primo a quotare i futures bitcoin insieme col CBOE (Chicago Board Options Exchange) nel dicembre 2017, evento che ha scatenato la corsa rialzista che ha portato bitcoin a toccare il massimo storico di 20mila dollari. In un recente report, che sta facendo rapidamente il giro del mondo, CME ha comunicato che è stato raggiunto un nuovo record in data 13 maggio per quel che riguarda i contratti regolati sul mercato. Il precedente massimo era stato di 22500 contratti per un valore complessivo di 909milioni di dollari, mentre nella giornata di ieri il nuovo record ha toccato quota 1,35mld di dollari, per 33700 contratti. Si tratta di un aumento di quasi il 50% rispetto al precedente record storico, che arriva come un fulmine a ciel sereno se consideriamo che nel primo trimestre 2019 il CME aveva registrato un calo del reddito netto del 17% nonostante le quotazioni di bitcoin continuassero a salire. Anche alla luce di tutto questo il CME ha chiesto una maggiore chiarezza alle autorità in termini normativi, sostenendo che questo è un aspetto fondamentale per supportare la crescita del mercato. Nel frattempo la possibilità che venga reintrodotto il Token Taxonomy Act (TTA) consentirebbe di istituire un minimo di esenzione fiscale per le plusvalenze ricavate dagli investimenti in criptovalute; lo ha riferito il direttore esecutivo di Coin Centre, Jerry Brito, durante il suo intervento di ieri al Consensus 2019. I trader, in altre parole, che non abbiano consolidato profitti superiori ai 600$ non sarebbero più tenuti a dichiarare quei profitti all’Internal Revenue Service (IRS), l’autorità fiscale USA. Questa norma ricalca il modo in cui si sono gestite a partire dagli anni ‘90 le plusvalenze relative al possesso di modeste quantità di valute estere, tuttavia, segnala Brito, si potrebbe comunque essere tenuti a segnalare i profitti in conto capitale nel momento in cui si spendono delle criptovalute per effettuare alcune piccole spese o per scrivere uno smart contract, che richieda di consumare piccoli importi di ETH. Il Token Taxonomy Act, nel momento in cui dovesse essere approvato, permetterebbe anche di definire la giurisdizione della CFTC (Commodity Futures Trading Commission) e della FTC (Federal Trade Commission) sul mercato delle criptovalute oltre a fornire certezza normativa per tutto il mercato; ecco anche spiegato perché tutti i maggiori osservatori a livello internazionale guardano con grande interesse la discussione portata avanti dal congresso che potrebbe porre gli USA tra i paesi all’avanguardia sotto il profilo normativo nella regolamentazione del mercato delle criptovalute.