Un deputato DEM chiede una legge che vieti bitcoin e criptovalute

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Che il mondo delle cripto non conosca mezze misure, per cui o le si ama o le si odia, è ormai una cosa nota; questo negli stati uniti produce un paradosso, che mentre parte del congresso si spende per una regolamentazione snella, che ponga il paese all’avanguardia sul piano normativo a livello internazionale, l’altra metà dei deputati americani spinge per ottenere una legge che uccida l’industria blockchain. E’ questo il caso di Brad Sherman, deputato democratico sessantaquattrenne eletto nello stato della California, che con una mossa a sorpresa nella giornata di ieri ha chiesto al congresso di varare una legge che vieti l’uso, l’acquisto e il commercio di criptovalute negli Stati Uniti. La cosa francamente esilarante (ed anche un filo inquietante) è che il deputato democratico (democratico si fa per dire) ha usato le più infami e odiose argomentazioni imperialiste per giustificare la sua richiesta; Sherman infatti ha sostenuto che il potere internazionale degli USA deriva dal fatto che il dollaro è una unità standard di finanza e transazioni internazionali, il che sarà anche vero, ma non necessariamente è altrettanto giusto (o auspicabile). Il deputato ha anche affermato che i sostenitori delle criptovalute vogliono strappare dalle mani USA questo loro potere ed ancora una volta ha detto una cosa giusta, al netto del fatto che voler minare l’egemonia USA sul mondo è qualcosa di assolutamente auspicabile, a fronte del fatto che sono decenni che gli stati uniti finanziano guerre, colpi di stato, morte e devastazione in mezzo mondo. Tra le varie argomentazioni che il deputato fintamente democratico ha tirato fuori dal cilindro anche il fatto che le criptovalute renderanno irrilevanti le sanzioni emesse dagli usa contro paesi come l’iran, occultando completamente il fatto che tali sanzioni siano spesso decise in maniera unilaterale ed ignorando completamente le opinioni di istituzioni come le nazioni unite. Insomma, le posizioni di Sherman sono degne di un politico ferocemente autoritario, illiberali e anti-democratico. Se questo è l’approccio alla questione di quello che dovrebbe essere un partito democratico e progressista verrebbe quasi da preferire i nazisti dell’illinois (scherzo ovviamente, volevo solo citare uno dei miei film preferiti). Già un anno fa il deputato aveva completamente sbroccato affermando che le criptovalute sono usate solo da criminali quali i trafficanti di esseri umani, i terroristi e gli evasori fiscali per nascondere i loro crimini. Ammesso e non concesso che le posizioni di questo deputato siano rappresentative delle posizioni del partito democratico non c’è da stupirsi del successo elettorale di Trump, che arriva addirittura ad apparire come un moderato illuminato se accostato alle posizioni ferocemente imperialiste ed illiberali espresse da un certa parte dei Dem. Se consideriamo poi che una quota altissima di giovani americani sono dei grandissimi sostenitori di bitcoin e delle criptovalute, la mossa di Sherman appare demenziale non solo sul piano dei contenuti e su quello politico, ma anche a livello elettorale. Con una semplice dichiarazione di un singolo deputato, infatti, i dem rischiano di bruciarsi milioni di voti tra l’elettorato più giovane. Insomma, come recita un famoso aforisma che probabilmente il deputato dem non conosce “un bel tacere non fu mai scritto”.