Bitcoin e le criptovalute non sono vere valute, a dirlo è Draghi

Nella giornata di ieri si è tenuto l’ECB Youth Dialogue, un evento per stabilire un contatto diretto fra i giovani europei e i responsabili delle politiche della BCE; questo almeno sta scritto sul sito della BCE. Ma non pensiate che le cose siano veramente come riferito, a ben vedere, ad esempio, a partecipare all’incontro per l’Italia sono gli studenti della Bocconi, di conseguenza, traducendo dalla neo-lingua orwelliana quello che troviamo scritto sul sito ufficiale della BCE, quest’evento può essere meglio definito come l’incontro tra l’attuale classe dirigente (o elite che dir si voglia) e la prossima. Al netto di questa mia piccola polemica, alla quale per nulla al mondo avrei potuto rinunciare, pensate che durante questo incontro potesse mancare una domanda sulle criptovalute? Ovviamente no; ed infatti la domanda è immancabilmente arrivata. Sinceramente ne avremmo fatto tutti tranquillamente a meno, anche perché Draghi ha dato delle risposte francamente imbarazzanti, a tal punto da costringermi oggi a sprecare tempo e spazio su questo sito per demolire la quantità impressionante di fesserie che è stato capace di dire in pochissime battute; per prima cosa il governatore della BCE afferma:

Criptovalute o bitcoin, o qualcosa del genere, non sono realmente valute: sono beni”

Qui al governatore Draghi sembrano mancare persino le più elementari nozioni di cosa sia una moneta; una risposta del genere è francamente imbarazzante per un uomo nella sua posizione. Dal momento che la definizione della parola “valuta” così come la da la Treccani è:

Termine generico per indicare le monete in circolazione “

Andiamo direttamente a cercarci la definizione di moneta e scopriamo che:

Per moneta si intende tutto quello che viene utilizzato come mezzo di pagamento e intermediario degli scambi”

E’ banale, lo sa anche un bambino di 9 anni (ma a quanto pare non il governatore della BCE), tutto può essere moneta, in passato è stato usato come moneta il sale, i metalli preziosi e sostanzialmente può essere definito “moneta” qualunque tipo di bene venga impiegato per dar vita a uno scambio. Cosa è moneta e cosa non lo è non lo decide la BCE ma il mercato; se il mercato domani accettasse come forma di pagamento i bulloni, allora i bulloni diverrebbero una moneta, con buona pace del governatore della BCE. Ma c’è di peggio, Draghi infatti continua affermando che:

Un euro è un euro, oggi, domani, tra un mese, è sempre un euro”

Ragazzi, siamo ai giochi di prestigio e alle truffe semantiche; la stessa identica cosa la possiamo affermare per bitcoin, un bitcoin è un bitcoin, oggi, domani, tra un mese, è sempre un bitcoin. Paradossalmente la stessa frase regge anche se usiamo la parola “bullone” ed affermiamo che un bullone è sempre un bullone, oggi, domani, tra un mese. Draghi fa il prestigiatore, dal momento che sa benissimo che nonostante un euro sia sempre un euro, ciò che cambia col trascorrere del tempo è il potere di acquisto di quell’euro. Quando la moneta unica è arrivata in Italia, ad esempio, la mattina dopo potevi comprare un caffè a 0.50€ (le mille lire di una volta); già dopo due o tre giorni il caffè improvvisamente l’abbiamo iniziato a pagare 0.80€. Col trascorrere del tempo l’abbiamo pagato 1€ intero ed oggi in molte zone del paese lo paghiamo addirittura 1,2€. Un caffè è sempre un caffè (usando le parole di Draghi), non è cambiato nulla, ma ad essere cambiato è il potere d’acquisto di 1€. Molti avranno visto sui social qualche meme che esprime graficamente la svalutazione del dollaro negli ultimi 100 anni; un dollaro è sempre un dollaro, ma con quello stesso dollaro nel 1920 ci compravi molte più cose di quante tu ne possa comprare nel 2019. Se nel 2009 avessi messo in un cassetto una banconota da 100€ oggi mi ritroverei con un potere d’acquisto di poco inferiore a quei 100€ (sono del resto passati solo 10 anni); se però avessi usato quei 100€ per comprarci bitcoin oggi sarei milionario. E’ questa la differenza tra bitcoin e le valute fiat, che le valute fiat si svalutano, bitcoin no. Se pensate che Draghi si sia coperto di ridicolo sappiate che manca ancora una parte alla risposta che ha articolato; qui il governatore della BCE è come se avesse indossato lo smoking e si fosse messo ad urlare “simsalabim” alla platea tirando fuori un coniglio mezzo morto dal cilindro. Si perché Draghi afferma:

La BCE è dietro l’euro. Chi c’è dietro le criptovalute? Quindi sono beni molto, molto rischiosi”

Questa è, a mio parere, la parte più ridicola di tutta la sua risposta; perché la BCE non è qualcosa di immutabile, che esiste da sempre e sempre esisterà, come lui sembra voler alludere. La BCE è una sovrastruttura politica che così come è nata può collassare su se stessa; nulla lo dimostra meglio del clima che tira oggi in Europa. Dieci anni fa se aveste detto a chiunque che il regno unito sarebbe uscito dall’UE vi avrebbero riso in faccia; eppure è successo. Se oggi affermaste che da qui a dieci anni la BCE potrebbe non esistere più, pure vi riderebbero in faccia, ostentando la stessa miopia. Per come stanno le cose oggi è più plausibile immaginare che da qui a 10 anni la BCE possa non esistere più, che non credere che bitcoin possa non esistere più. Per altro mi sarebbe piaciuto chiedere a Draghi che cos’è la BCE? Chi e cosa c’è dietro la BCE? A controllare la BCE sono le banche centrali dei vari paesi dell’area UE, che però sono a loro volta controllate da banche private. Quasi tutte le quote di Banca d’Italia, ad esempio, sono in mano a banche e assicurazioni private; vero è che la governance è di nomina politica, ma poi qui si dovrebbe aprire una lunga discussione sull’influenza che i grandi gruppi bancari e assicurativi esercitano nei confronti dei partiti stessi. Al contrario bitcoin non appartiene a nessuno, come ben sappiamo, è impermeabile alle ingerenze dei grandi potentati economici, in uno slancio un po’ poetico potremmo persino arrivare ad affermare che bitcoin appartiene a tutta l’umanità. Ora, vorrei concludere questo articolo con un’ultima, breve, considerazione; la risposta di Draghi, presa nella sua interezza è:

Criptovalute o bitcoin, o qualcosa del genere, non sono realmente valute: sono beni. Un euro è un euro, oggi, domani, tra un mese, è sempre un euro. E la BCE è dietro l’euro. Chi c’è dietro le criptovalute? Quindi sono beni molto, molto rischiosi”

Si tratta di appena 46 parole; ecco, per demolire la quantità di fesserie che il governatore della BCE è stato capace di dire usando solo 46 parole io ne ho dovute impiegare quasi 1200. Ecco spiegato perché politici, media e giornalisti hanno vita così facile nell’infinocchiare l’opinione pubblica quando si parla di criptovalute; perché raggirare le persone comuni, che nulla sanno di questa tecnologia, è molto semplice e immediato, mentre far capire a quelle stesse persone che le stanno raggirando richiede un impegno e uno sforzo immensamente superiore.