TRON si candida ad essere il sostituto di bitcoin

Qualche giorno fa, in uno dei nostri articoli, abbiamo parlato dell’intenzione del governo cinese di azzerare l’industria del mining nel paese; nello stesso articolo ci siamo interrogati rispetto a quale avrebbe potuto essere l’utilità per la Cina di porre in essere una strategia del genere, dal momento che il paese è uno dei leader mondiali quando si parla di tecnologia blockchain. La risposta alle mie perplessità arriva da una serie di dichiarazioni, che ho avuto modo di leggere proprio oggi, di Misha Lederman nelle quali sostiene che Tron dovrebbe avere lo stesso supporto che ha bitcoin; Lederman ha rivelato di aver scritto a Bakkt per far conoscere all’azienda i motivi di questa sua convinzione. In pratica afferma che TRX è più scalabile, più veloce e in definitiva migliore rispetto a BTC. Leggendo tutto questo credo di aver iniziato a intuire qual è la strategia cinese dietro alla rigidità che il governo sta dimostrando nei confronti del mining BTC e, per certi versi, nei confronti di tutto l’ecosistema delle cripto; sembra che i cinesi vogliano, comprensibilmente, imporre sul mercato una moneta che, essendo sotto il controllo diretto di un’azienda cinese, gli offra l’opportunità di una maggiore capacità di controllo sull’ecosistema. Siamo quindi in un certo senso di fronte a un’estensione della guerra commerciale tra il colosso asiatico e il governo USA, che invece sta dando grande supporto a bitcoin, investendoci più di quanto fino a qualche anno fa sarebbe stato ragionevole credere. Da questo punto di vista, quindi, tutto acquisisce un senso nuovo e più profondo, il ban delle ico, la chiusura al mining, la notizia circolata qualche giorno fa relativamente alla decisione di WeChat di vietare lo scambio di criptovalute attraverso WeChat Pay agli utenti business; tutto questo farebbe parte di una strategia più grande tesa a imporre sul mercato le monete made in china. E’ molto interessante una prospettiva di questo tipo perché dimostrerebbe ciò che io sostengo da tempo e cioè che uno dei principali impatti delle criptovalute, prima che nel mondo finanziario, sarà a livello geopolitico; bitcoin e i suoi fratelli, in altre parole, si apprestano a riscrivere gli equilibri internazionali in un modo che, attualmente, non è possibile preventivare. Non è possibile, tuttavia, capire già oggi in che modo gli attuali equilibri geopolitici verranno ridisegnati dalla tecnologia blockchain, ma appare chiaro che lo scontro tra oriente e occidente si stia articolando anche, e in un certo senso soprattutto, attraverso il mondo delle criptovalute.