Rakuten, il più grande Ecommerce giapponese sta per lanciare un proprio exchange

Rakuten

Mentre gli appassionati di criptovalute di tutto il mondo ormai da anni vivono con gli occhi puntati addosso ad Amazon, in trepidante attesa che il colosso di Bezos si degni di accettare Bitcoin come mezzo di pagamento ecco che a sorpresa Rakuten (il più grande Ecommerce del Giappone) brucia tutti sul tempo ed annuncia che sta per lanciare direttamente un proprio Exchange. Andiamo con ordine e proviamo a fare un po’ di chiarezza; chi sta seguendo la crescita di Amazon, per prima cosa, si è già da tempo accorto che il vero obiettivo dell’azienda non è la vendita online ma la logistica. La vera gallina dalle uova d’oro su cui sta puntando Bezos, in altre parole, non è tanto l’intermediazione nella vendita ma la conquista del monopolio nell’ambito della logistica o, quantomeno, di una posizione egemone in questo settore a livello internazionale. Il fatto che un concorrente agguerrito sul mercato asiatico come Rakuten li bruci sul tempo spingendo con forza sull’integrazione dell’ecommerce con le criptovalute è segno di quanto in realtà le due aziende operino, a livello strategico, in due settori radicalmente differenti; Rakuten, in altre parole, punta a prevalere nella vendita online, mentre Amazon si concentra più sulla dimensione logistica. Detto questo facciamo il punto sulla situazione; nella giornata di ieri, con un comunicato stampa, il colosso giapponese della vendita online ha confermato che i clienti che hanno un account presso Rakuten Bank o che hanno già un ID membro Rakuten possono iscriversi in preparazione al lancio del exchange che, quindi, è ancora in una fase di test. Non ci sono informazioni in merito alla data in cui questo strumento verrà aperto all’uso di tutti; appena una mese fa l’azienda aveva ottenuto una licenza per lo scambio di criptovaluta dall’agenzia giapponese dei servizi finanziari con tanto di iscrizione (presso l’Ufficio finanziario locale) come fornitore di servizi di cambio di valuta virtuale nel pieno rispetto della normativa vigente in Giappone. Tutto questo viene però da più lontano, ad agosto 2017, infatti, Rakuten aveva acquisito Everybody’s Bitcoin, un exchange locale, per la modesta cifra (si fa per dire) di due milioni e mezzo di dollari. Rakuten accettava già bitcoin come mezzo di pagamento dal lontano 2015, ma come dichiarato dall’azienda stessa, la possibilità di offrire ai clienti una piattaforma di scambio perfettamente integrata con quella di ecommerce è considerato indispensabile per garantire ai clienti il miglior servizio possibile anche per quel che riguarda gli acquisti online. Come abbiamo avuto modo di scrivere recentemente in un altro articolo, l’idea che le criptovalute vengano usate solo con finalità speculative è sostanzialmente campata per aria, chi possiede valute virtuali (incluso bitcoin) tende anche a spenderle abitualmente; di conseguenza la scelta fatta da Rakuten dimostra ancora una volta come l’integrazione dei pagamenti in criptovaluta sia uno strumento fondamentale per quasi tutte le aziende, le quali possono aprirsi, con costi sostanzialmente irrisori, a un mercato dal quale altrimenti rimarrebbero escluse.