La divisione blockchain di Etoro lancia un exchange per il trading di criptovalute

etoro exchange

La notizia è di ieri ed ha immediatamente scatenato un grande entusiasmo nella comunità delle cripto, Etoro ha infatti annunciato che lancerà uno scambio che permetterà, per adesso agli operatori PRO, di fare trading di criptovalute; attualmente la piattaforma permette di scambiare bitcoin, ethereum, litecoin, XRP, dash e bitcoin cash, tuttavia, come confermato dallo stesso amministratore delegato dell’azienda, Doron Rosenblum, molto presto verranno implementate nuove coppie che si aggiungeranno alle 37 già disponibili e che andranno ad ampliare l’offerta per i traders nei prossimi mesi. Già da tempo era possibile operare con le criptovalute su Etoro, ma la notizia è appunto che l’aziena ha sviluppato un proprio exchange. Il lavoro della divisione blockchain, però, non si ferma a questo, verranno infatti lanciate otto nuove stablecoin, emesse e controllate dall’azienda stessa, per garantire a tutti un’operatività completa; stiamo parlando di otto token che saranno agganciati al dollaro americano, a quelli australiani, canadesi e neozelandesi, all’euro, allo yen giapponese, al franco svizzero e alla sterlina inglese. In una intervista rilasciata per l’occasione il co-fondatore Yoni Assia ha dichiarato che:

“Etoro intende portare le criptovalute e i token a un pubblico più amplio, garantendo agli utenti alti standard di sicurezza, e ritiene che questi strumenti siano il futuro della finanza. La blockchain finirà per fagocitare i servizi finanziari tradizionali attraverso quel processo che prende il nome tokenizzazione “

Questa notizia va inserita in un contesto più largo, insieme a numerose altre notizie che sono circolate nel corso dell’ultimo mese, a partire dal congresso americano che ha varato una legge che mira dichiaratamente a porre le basi per una regolamentazione che ammorbidisca gli obblighi previsti per i vari operatori, evitando di asfissiarli per mezzo della burocrazia, passando dalle voci provenienti da mezzo mondo riguardo alla possibilità che alcune importanti banche centrali (si stima siano almeno una quarantina) si apprestino a lanciare delle proprie criptovalute (le famose CBCD), fino ad arrivare a quella che sembra essere la sempre più imminente approvazione di futures bitcoin da parte della commissione competente negli usa. Chiunque osservi da vicino il mondo delle criptovalute, soprattutto in Italia, non avrà potuto fare a meno di notare come molte di queste notizie siano state completamente occultate dai maggiori giornali e siti di informazione economica e finanziaria, mentre sugli stessi organi di stampa persone che dimostrano una scarsissima conoscenza di questa tecnologia si ostinano a raccontarci che bitcoin è un bolla, che è una moda passeggera, che vale nulla, che finirà azzerato e che, addirittura, “non esiste alcun caso d’uso concreto per la tecnologia blockchain”. E’ quindi sintomatico che, nonostante gli enormi sforzi di larga parte dell’informazione, le criptovalute continuino a raccogliere nuovi sostenitori a livello istituzione, tra le aziende che operano nel settore finanziario ed anche tra le persone comuni, che sembrano ormai pronte per mangiare la foglia e rendersi conto, finalmente, che siamo di fronte a una tecnologia che rivoluzionerà il modo forse in maniera anche più violenta di quanto non abbia già fatto internet. Etoro sembra aver capito molto bene tutto questo e la notizia del lancio di un exchange di proprietà da parte dell’azienda ne è la dimostrazione più concreta.