Binance dichiara di voler delistare BSV: Craig Wright trema, mentre il livello di insofferenza verso il ribatezzato “fakesatoshi” ha toccato livelli molto alti

Changpeng Zhao

Il caso (umano) di Craig Wright è molto indicativo, a mio parere, della straordinaria capacità della comunità dei bitcoiners di fare pulizia al suo interno e autoregolamentarsi; ma andiamo con ordine e spieghiamo cosa è successo negli ultimi giorni. Tutto nasce dalla presa di posizione del noto account Hodlnaut che negli ultimi giorni ha attaccato frontalmente Craig Wright definendolo un “patetico e miserabile truffatore”; la reazione dell’imprenditore è stata sconsiderata, ha infatti messo una taglia sulla testa di Hodlnaut pari a 5.000BSV per chiunque fornisse informazioni sulla sua vera identità. Tale comportamento, inevitabilmente, è stato considerato indegno da parte di tutta la comunità che, per l’occasione, ha coniato l’hashtag #WeAreAllHodlnaut e continuato a deridere Craig Wright in maniera crescente fino ad affibbiargli il soprannome di FakeSatoshi. A questo punto della storia fa irruzione un pezzo da novanta del mondo delle cripto, Changpeng Zhao, fondatore e amministratore delegato di Binance che ha minacciato pubblicamente di delistare dal proprio scambio BSV a causa dei comportamenti inaccettabili di Wright; la comunità ha colto la palla al balzo ed ha iniziato a fare pressione su tutte le maggiori piattaforme di scambio perché delistino tutte contemporaneamente ed irreversibilmente BSV di rispettivi exchange. Insomma, roba da far tremare i polsi, fossi nei panni di Wright non dormirei tranquillo; nel mondo delle criptovalute nessuno è abbastanza ricco e influente da poter resistere a una pressione di questo tipo avanzata in maniera compatta da tutta la comunità. Lungi da me spendere parole di comprensione in favore di Wright, anzi, direi che tutto questo se l’è ampliamente cercato. Se tutto ciò non bastasse la comunità ha anche rispolverato le accuse mosse a dicembre 2018 contro Bitcoin SV, quando un ricercatore indipendente riuscì a dimostrare come ogni utente potrebbe spendere le stesse monete due volte nella sua rete in una “transazione 0-conf”. Al netto del caso Wright, che ci interessa relativamente, penso che tutto questo dimostri molto bene la capacità della cripto-comunità di fare pulizia dentro se stessa, estromettendo quei personaggi che adottano comportamenti sbagliati e attaccando frontalmente questo genere di persone; Bitcoin non solo ha dimostrato che si può gestire la moneta senza un’istituzione centrale, ma sta anche dimostrando che una comunità forte e coesa è perfettamente capace di auto-governarsi anche in assenza di regolamenti scritti, sulla base di quella che è semplicemente una condotta etica comunemente condivisa, e in assenza di un’istituzione che faccia rispettare questo codice morale non scritto. Tutto questo dimostra bene come le criptovalute siano destinate a rivoluzionare non solo il mondo della finanza, ma il modo stesso in cui viviamo e amministriamo la nostra società; una rivoluzione che assume chiare connotazioni politiche prima che meramente economiche.