I regolatori cinesi autorizzano 200 nuove aziende ad operare su blockchain: c’è anche il colosso Alibaba

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Il comunicato stampa è di qualche giorno fa, ma la notizia in Europa ha iniziato a diffondersi oggi; l’istituzione cinese che si occupa di regolamentare le aziende che operano nel settore blockchain ha rilasciato l’autorizzazione ad operare in questo settore per ben 197 aziende, tra le quali anche i colossi mondiali Alibaba, Baidu e Tencent. Che i cinesi siano il leader mondiale quando si parla di criptovalute e catena di blocchi è cosa ormai nota, ce ne siamo occupati anche di recente parlando di un report che conferma come la Cina sia il primo paese al mondo per numero di brevetti blockchain, questa nuova notizia non fa che confermare ulteriormente quello che sapevamo già. Tra le aziende autorizzate ad operare nel settore ci sono anche istituzioni finanziarie come la China Zheshang Bank e la Ping An Insurance Company; la lista include in ogni caso aziende attive nei diversi settori, dalla già nota VeChain, della quale si dice un gran bene anche in Europa ed attualmente sotto la lente di ingrandimento di tutti i maggiori investitori, passando per aziende attive nel settore della logistica e dell’e-commerce. Si tratta di un segnale importante per almeno due motivi; in primo luogo perché dimostra come la Cina sia all’avanguardia non solo da un punto di vista strettamente tecnologico ma anche per quanto riguarda gli aspetti normativi e burocratici, in seconda battuta, poi, perché le istituzioni hanno lasciato trapelare che le aziende che sono già attive nel settore blockchain ma che non hanno ancora ricevuto la necessaria autorizzazione per farlo devono celermente provvedere ad ottemperare a tutti gli adempimenti previsti, in caso contrario è verosimile che in un prossimo imminente futuro possa arrivare un giro di vite che colpirà duramente chi non si fosse premunito di fare tutti i vari passaggi previsti dall’ordinamento cinese per continuare ad operare nel settore. La sensazione è che molto presto tutti questi servizi, attualmente basati in Cina e scarsamente diffusi fuori dai confini nazionali, si muoveranno anche su un piano internazionale; questo dimostra quanto e come la Cina stia puntando sulla blockchain e sulle criptovalute per aumentare la propria rilevanza sullo scacchiere geopolitico internazionale, non si tratta quindi di qualcosa strettamente confinato a questo ambito ma si tratta di una strategia organica che il governo cinese sta portando avanti ormai da diverso tempo. Nonostante i tentativi (soprattutto da parte USA) di arginare lo strapotere cinese con la politica dei dazi, il boicottaggio contro huawei e il tentativo di frenare l’avanzata del 5G made in Cina in Europa, il colosso asiatico appare francamente inarrestabile e continua ad aumentare la propria centralità economica (e non solo) a livello internazionale anche grazie alla leadership conquistata nell’ambito della tecnologia blockchain.