Le sette emozioni capitali nel trading di criptovalute

L’aspetto mentale più importante dei traders professionisti è quello di neutralizzare qualsiasi emozione. I traders principianti spesso non sanno quanto può essere pericoloso essere in balia delle emozioni e quanto sia facile essere spazzati via dal mercato a causa di un'euforia inadeguata.

Se l’antico adagio “i soldi non fanno la felicità” può essere per qualcuno discutibile, non esiste invece alcun dubbio sulla questione che “la felicità non fa i soldi”. E fate attenzione che l’assunto è scientificamente dimostrato. Infatti se siamo felici e ne siamo consapevoli, cosa può succedere? Ad esempio, che potremmo non prestare abbastanza attenzione a come spendiamo, risparmiamo o investiamo i soldi. Il che, di fatto, può diventare un problema.

Ma il discorso non vale solo per gli stati d’animo positivi: anche quelli negativi, come l’avidità o la paura, possono spingerci a spendere troppo o troppo poco, o a investire con un’euforia fuori luogo o con troppa prudenza. Allora, quando ci sentiamo particolarmente “sollecitati” a livello emozionale, in senso positivo o negativo, può essere l’occasione per fare un passo indietro e riflettere prima di investire in una piattaforma di trading o con un exchange di criptovalute. Veniamo dunque al punto: quali sono le emozioni da cui prendere le distanze? Passiamole in rassegna una per una.

La felicità distrae e rende meno attenti ai dettagli

Riconosciute indagini statistiche confermano che è più probabile che si assorbano messaggi pubblicitari quando siamo felici, perché in quei momenti si è più ricettivi alle informazioni. Le ricerche in merito aggiungono che le persone felici talvolta fanno meno attenzione ai dettagli e nell’analisi di una situazione tendono ad essere più superficiali. Gli studi ci rivelano inoltre che i titoli azionari come gli asset criptovalutari beneficiano di un incremento di valore durante i periodi di bel tempo, che notoriamente hanno effetti favorevoli sull’umore. Ciò accade perché la felicità tende a gonfiare la valutazione delle possibilità di profitto e rende più inclini ad acquistare. E se sono in molti a farlo, la domanda sale e con essa anche le quotazioni.

Se piove o fa freddo anche il conto trading ci rimette

Per contro, i cedimenti dei mercati finanziari sono stati connessi ad un aumento degli stati di depressione, tipici dei mesi invernali. La depressione come la tristezza possono accentuare l’avversione al rischio. Il dolore, alla pari della felicità, può impedirci di fare le scelte migliori: per esempio, inducendo a trovare conforto in una vaschetta di gelato o in un nuova auto o peggio in un millantato investimento di criptovalute quando il sentiment invece è compromesso. Il punto quindi è: questi prodotti e determinate operazioni speculative sarebbero stati considerati se non fossimo stati così giù di morale?

La paura fa perdere le opportunità

La paura induce spesso a evitare i rischi, il che, potrebbe suonare come una cosa positiva. In realtà può anche farci avere un atteggiamento evitante nei confronti di ciò che avrebbe potuto dimostrarsi come un’occasione di profitto. La paura il più delle volte spinge molti a rifiutare un certo investimento anche quando tutte le variabili a disposizione suggeriscono che il rapporto tra il rischio ed il rendimento potenziale è ragionevolmente interessante.

La noia fa spendere per rivitalizzare una situazione

Capita di sentirsi annoiati e la cosa di per sé non è un male. Lo diventa quando la noia spinge a spendere o a investire solo per avere un’esperienza nuova, una cd “botta di vita”. Tuttavia la scienza afferma che la noia può stimolare la creatività e quindi perché non dedicarsi ad attività creative per arginare i momenti apatici, evitando in questo modo di intaccare un portafoglio titoli o un conto trading.

Senso di colpa: talvolta operiamo per diminuirlo

Attenzione: spendere e fare trading per alleviare un eventuale senso di colpa potrebbe costare caro e finire con l’aumentare ancora di più la sensazione di colpa, perché abbiamo speso soldi per un investimento che non era strettamente necessario. Un modo per tenere sotto controllo gli effetti deleteri del senso di colpa è stabilire un tetto di spesa e rimanere entro quel budget, qualunque cosa accada. E, laddove possibile, proviamo a dedicare più tempo ai nostri interessi e agli affetti, invece che al denaro.

Invidia: quello sforzo inutile per tenere il passo con lo stile di vita degli altri

Anche se non siamo davvero interessati a ciò che gli altri fanno o hanno, potremmo comunque avvertire il bisogno di spendere soldi tentando la sorte in Borsa, trascurando una gestione smart del proprio capitale per competere con la loro immagine. Questo comportamento in alcuni casi e solo temporaneamente potrebbe far sentire meglio. L’invidia però, si sa, non si pone limiti e può prendere di mira non soltanto i vicini di casa, ma anche i vip che seguiamo sui social e sui media. Con quali effetti sul  portafoglio…, beh è facile da immaginare.

L’avidità: induce a far comprare cose di cui non abbiamo bisogno
Molti ascrivono all’avidità la responsabilità dei maggiori crolli e delle principali frodi sulle piazze finanziarie globali. Per contrastarla gli studiosi del settore consigliano molto semplicemente di concentrarsi sulle cose più significative della vita, che non sono certo i beni materiali o il rendimento mirabolante di una cripto sui mercati virtuali.

Di Vincenzo Augello