Il trading sulle criptovalute in assenza di trend

Operare in assenza di trend e quindi in un mercato range bound complica spesso le attività di investimento a lungo termine. Per assenza di trend si intende un mercato laterale, in cui i prezzi si muovono a onde, dunque per swing, entro una gamma di quotazioni, dove il limite inferiore rappresenta un supporto mentre il limite superiore una resistenza.

Il mercato laterale esprime una ricerca di equilibrio da parte dei contraenti, che conduce alla congestione, talvolta giungendo ad evidenziare una convergenza specifica verso un prezzo ritenuto equo. E’ in pratica l’arena del trader, che specula sulle piccole variazioni di prezzo e che in genere fa trading attorno ai livelli di supporto e di resistenza mediante adeguate tecniche operative, fino a quando l’equilibrio non si rompe e i prezzi risalgono o ridiscendono, a caccia di un nuovo equilibrio.

In buona sostanza entra in gioco la cosiddetta operatività swing, per la quale si intende fare trading sfruttando i periodi di lateralità caratterizzati da mancanza di trend. Va sottolineato con forza questo concetto, in quanto quello che si dirà deve essere relazionato con tutte le situazioni grafiche che indicano una mancanza di direzionalità definita e confermata.

A tal fine giova precisare che, da un punto di vista tecnico, l’unico tipo di operatività controtrend concessa è quella interna al ciclo di compressione. L’operatività swing presuppone un trading all’interno di livelli di prezzo che fanno da supporto e da resistenza, oppure la speculazione durante i test di livelli notevoli e significativi come ad esempio i minimi, i massimi, i livelli psicologicamente importanti come i “round number” (quotazioni tonde: ad es. 3.000$ , 5.000$ e cosi via).

E’ importante peraltro comprendere il peso e la centralità del concetto di test in ambito operativo, a fronte dell’approccio del prezzo verso un livello significativo.

Il test di un livello può restituire una tenuta o un cedimento dello stesso. L’operatività swing è fondata sull’ipotesi che le maggiori probabilità siano da destinare alla tenuta del livello, come rappresentato nella figura a lato. Ciò consente una entrata a più basso rischio, poiché lo stop loss viene posizionato poco al di sotto del livello stesso, congiuntamente ad un elevato rendimento o guadagno potenziale.

Ciò nonostante il test non deve necessariamente essere millimetrico, essendo possibile anche una leggera penetrazione del livello significativo ovvero una inversione che avvenga prima dello stesso.

Si dovrebbe comprendere, inoltre, che il livelli di supporto o di resistenza non si stabiliscono fino a quando non vi sia stato il test; solo dopo la tenuta di un livello si può operare secondo le regole dell’operatività swing.  Il fallimento di un test, ovvero la non tenuta di un livello implica la mancanza delle condizioni necessarie per operare swing. Ecco perché lo swing trading rappresenta anche la capacità di anticipare l’esito di un test attraverso l’attenta osservazione dei valori di mercato sui grafici della piattaforme di trading.

E’ quasi sempre decisivo capire di operare in un unico timeframe, quello di riferimento, al fine di definire e valutare correttamente il test, l’esito dello stesso, l’eventuale entrata swing, la gestione del trade e l’uscita dal medesimo.

All’interno di un movimento laterale o di consolidamento, l’operatività è sempre e solo swing, caratterizzata da posizioni di tipo scalping, poche barre, un solo obiettivo a brevissimo termine, stop loss stretti e uscite sul primo target senza usare trailing stop. Una volta rilevati tramite i test precedenti gli estremi di lateralità che fungono da supporto e da resistenza, si colloca lo stop loss e si entra in posizione assecondando il movimento che in questo caso può essere anche contrario al trend dominante del più ampio mercato.

Raggiunto l’obiettivo si chiude la posizione in un’unica soluzione, verificando la tenuta dell’estremo di lateralità, per aprire eventualmente un trade in direzione opposta. Il tutto dovrebbe proseguire fino al primo stop loss che ci avverte su di un possibile breakout e quindi sul cambiamento eventuale dell’ambiente di trading, da laterale a direzionale.

E’ buona norma non entrare mai a metà percorso e valutare che l’ampiezza del range sia sufficiente a garantire un rapporto rischio – rendimento adeguato. Lo stop loss poi deve essere fissato in modo da proteggerci da perdite eccessive ricordando che se viene infranto esso ci allerta sulla possibile fine della compressione.

In questo tipo di operatività è molto utile avere una mappatura di tutti i livelli significativi del grafico prima dell’inizio della giornata di trading. Per esempio: massimi e minimi precedenti, POC (point of control dal volume profile), soglie di prezzo psicologiche, numeri tondi.

Abbiamo descritto una modalità operativa che sfrutta e non subisce una specifica situazione di mercato come quella range bound, che da ultimo caratterizza i mercati virtuali e quello di bitcoin in particolare. In quest’ambito si consideri la minore quantità dei volumi di scambio rispetto ai mercati tradizionali, che può rendere più durature le compressioni e più violente le esplosioni di volatilità.

Di Vincenzo Augello