Avidità e gestione del conto trading

Tanti di noi hanno sperimentato la sgradevole situazione per cui dopo aver mantenuto una posizione troppo a lungo hanno visto sparire nel nulla profitti importanti.

Tutto questo è colpa dell’avidità, che in dosi più o meno significative è presente in ciascuno di noi. L’avidità modifica il modo in cui si agisce e può condurre facilmente a commettere degli errori da pagare a caro prezzo sui mercati.

Ci sono trader con scarsa esperienza, convinti che sia possibile ottenere rendimenti di 100 o 1000 volte il loro investimento iniziale con pochi giorni di attività sulle piattaforme di trading, magari servendosi di leve finanziarie sproporzionate, fino ad ottenere poco più tardi un vero e proprio disastro nel personale conto trading.

Le cose invece, lo abbiamo già affermato altre volte in passato, stanno diversamente: il trading richiede dura applicazione e tanta disciplina. Ciò nonostante gli operatori impulsivi, privi della necessaria esperienza, credono che tale business abbia poche regole di fondo e finiscono per aprire posizioni senza un’adeguata elaborazione dei dati tecnici, con il risultato di enormi devastazioni sui loro conti di trading.

Il trading non è un gioco d’azzardo e non lo si dovrebbe mai trattare come tale. D’altra parte l’avidità deve essere controllata alla pari delle altre emozioni, evitando di utilizzare tutto il proprio capitale solo perché si è individuata una buona opportunità di investimento. Rischiare l’intero conto in un’unica operazione dimostra che l’avidità ha preso il controllo della situazione operativa, dimenticando che il mercato può venirci contro.

In un certo senso bisognerebbe cercare di muoversi al ritmo del mercato senza imporre il nostro di ritmo. La gestione della posizione diventa dunque importante in quanto si potrebbe non essere in grado di controllare il mercato di riferimento, come il mercato delle cripto molto volatile.

Malgrado ciò si può decidere come e quanto investire, assumendo a discrezione la percentuale di rischio che si vuole esporre a mercato. In estrema sintesi ogni trader esperto si domanda quanto denaro vuole investire in una singola operazione e soprattutto quale dovrebbe essere la dimensione dell’operazione.

In buona sostanza il primo obiettivo di un trader consapevole è quello di preservare il capitale, successivamente i trader più esperti tenderanno al profitto attraverso una gestione del denaro che prevede di non rischiare mai più del 2% del capitale di trading per ogni singola operazione.

Di conseguenza, ipotizzando un conto trading di 10.000 euro, ogni operazione dovrebbe comportare una perdita massima di 200 euro. Sappiamo quasi tutti che non è possibile controllare la direzione del mercato o l’estensione delle sue oscillazioni e movimenti, possiamo però realizzare un controllo reale sulla nostra operatività mediante una gestione intelligente dei soldi.

Con le appropriate regole di money management e l’opportuna strategia di gestione del denaro che presume di posizionare take profit sempre superiori allo stop loss, potremo sbagliarci il 50% delle volte e ottenere comunque un profitto complessivo.

Prima quindi di lanciarsi a capofitto sui mercati finanziari sarebbe opportuno consultare anche i precedenti articoli su valutevirtuali.com dove si tratta del vantaggio monetario e del money management nel trading . In questi post si potrà raggiungere la prima certezza per cui negli investimenti ad alto rischio è assolutamente normale subire delle perdite.

L’operatore che pensa il contrario è destinato a non diventare mai un buon professionista fallendo quasi sicuramente in breve tempo. D’altro canto bisognerebbe evitare anche il rischio opposto, ossia pensare di non poter realizzare guadagni per paura di perdere soldi. In questo caso si farebbe meglio ad allontanarsi dalle piattaforme di connessione ai mercati finanziari.

Un po’ di iniziativa è necessaria e il timore di perdere il denaro investito non dovrebbe mai essere più forte del desiderio di realizzare un profitto. Naturalmente quando si ha una scarsa esperienza di trading è normale perdere qualcosa durante le operazioni iniziali, ma ciò sosterrà l’operatività futura, evitando crisi emotive ed economiche. E’ fondamentale che l’importo che si investe sulle piattaforme dei broker non vada ad influire sul reddito che viene utilizzato nella vita quotidiana.

Prima si dovrebbe soddisfare le esigenze della famiglia, pagare le rate del mutuo o dell’auto, conservare qualcosa per le spese impreviste, e poi solo quello che rimane dedicarlo eventualmente ad un investimento finanziario. In questo modo, si metterà a rischio il solo capitale investito e nient’altro, un modus operandi che consentirà di seguitare a dormire sonni tranquilli.

A parte il riferimento cauto del 2% per ogni singola operazione, la quota di capitale che può essere persa in un solo scambio che consenta al trader di continuare a fare profitti nel medio e lungo termine, su base statistica è stata calcolata pari al 5%. La matematica pertanto consentirebbe ad oggi una lieve eccezione e permetterebbe ai traders di investire non più del 5% per ogni operazione, lasciando alla discrezione di ciascun operatore ed alla sua inclinazione al rischio di modulare l’esposizione valutaria sui mercati virtuali e tradizionali tra il 2 ed il 5 per cento del proprio capitale di trading, senza superare mai il 15% del capitale con gli eseguiti totali in piattaforma.

Di Vincenzo Augello