Anche Fidelity sale sul carro delle criptovalute

Quello che manca in questo momento al mondo delle criptovalute per ritrovare la strada del rialzo dei prezzi è un flusso costante di news positive.  Le continue preoccupazioni degli investitori legate a rischi di truffa sugli exchange o a regolamentazioni troppo stringenti che presto le autorità centrali potrebbero imporre, sta offuscando le tante iniziative imprenditoriali che stanno crescendo attorno a Bitcoin e non solo.

Il sentiment fa molta differenza in queste situazioni e così come alla fine dell’anno scorso ogni business più o meno articolato legato a blockchain e cryptocurrency era una scusa buona per comprare, adesso anche notizie concrete e soprattutto basate su business plan credibili, lasciano indifferenti i mercati.

Una delle notizie della settimana scorsa che a nostro modo di vedere è passata troppo inosservata se rapportata al peso del soggetto promotore dell’iniziativa, riguarda l’ingresso del colosso del risparmio  gestito Fidelity nel business delle cryptocurrency.

In una nota del 15 ottobre Fidelity ha annunciato che costituirà una nuova società, la Fidelity Digital Asset Services. Questa neonata società offrirà servizi di custodia e trade execution di criptovalute rivolgendosi per ora solo ad investitori istituzionali come hedge fund, family office e intermediari del mercato. Nel comunicato di Fidelity viene citato un sondaggio in cui il 70% dei dirigenti della finanza istituzionale americana ritiene che le criptovalute avranno un ruolo nel futuro del settore finanziario.

Apparentemente questa notizia non appare in grado di spostare gli equilibri del mercato, ma in prospettiva il fatto che un grande player di Wall Street da 7.2 miliardi di Dollari di masse gestite  ha deciso di prendere posizione investendo soldi e risorse (si prevedono 100 persone dedicate ed avrà sede a Boston), lascia pensare che il futuro del mondo delle criptovalute non appare poi così oscuro.

Oltretutto, già nel mese di maggio la giapponese Nomura aveva annunciato la volontà di offrire un servizio di custodia per criptovalute, mentre Goldman Sachs e Northern Trust hanno recentemente affermato di voler esplorare la possibilità di attivare sempre il servizio di custodia all’interno della loro offerta. Recentemente David Swensen, il mitico gestore del fondo dell’Università di Yale, ha investito in due fondi dedicati al mondo del venture capital legato alle criptovalute.

Crediamo che proprio l’intervento di istituzioni finanziarie riconosciute a livello internazionale aumenteranno il grado di fiducia degli investitori favorendo un aumento degli scambi ed abbassando la volatilità dei prezzi. Basti pensare che alla fine di giugno 2018, secondo i dati forniti da CoinDesk nel suo Blockchain Report 2018, 1.6 miliardi di dollari in criptovalute sono state rubate dai conti dei clienti privati.

Inevitabile quindi l’intervento di player di mercato in grado di garantire ed investire massicciamente in sicurezza per ricreare fiducia ed ovviamente aumentare l’efficienza di tutti i processi di scambio. Chi pensa che tutta questa innovazione sarà fine a sé stessa crediamo si stia sbagliando di grosso.

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