Chi è e cosa sappiamo oggi su Satoshi Nakamoto, inventore di Bitcoin

Per quanto Bitcoin sia un fenomeno del tutto trasparente, un elemento chiave di questa realtà rimane opaco, ovvero chi è veramente Satoshi Nakamoto ? Esistono infatti tanti indizi e poche o nessuna risposta su tale quesito. Satoshi, ovviamente è colui il quale ha inizializzato tutto, delegando al mondo il concetto di moneta digitale crittografica e autoregolata con un suo celebre articolo pubblicato nel 2008. Solo tre anni più tardi Nakamoto era di fatto sparito dalla circolazione.

Bitcoin è un progetto del valore di miliardi di dollari accettato in tutto il mondo, ma ancora molto poco si conosce del suo misterioso autore. Da questa situazione ne è derivata un’aspra speculazione. Ted Nelson, pioniere USA dell’IT che propose per primo il termine “hypertext”,  ha avanzato l’ipotesi che Satoshi sia un famoso e discreto matematico giapponese. Il New Yorker e il Fast Company peraltro hanno eseguito ulteriori indagini e varie teorie sono circolate sulla Rete.

In effetti, in virtù della accentuata attenzione che Satoshi ha riversato sulla propria privacy, non ci sono certezze, ma solo sospetti plausibili. D’altro canto, in molti hanno sposato la teoria della cospirazione, soprattutto quando l’argomento è una tecnologia innovativa con le potenzialità di cambiare molte cose. Satoshi è apparso dal nulla nel 2008 quando pubblicò un articolo sulla crittografia che poneva le basi per la generazione di Bitcoin.

Affermò che aveva lavorato su questa idea per due anni circa, e la concretezza dei risultati ottenuti confermava il grande impegno speso. Nel gennaio del 2009 cominciò a minare, creando quello che è oramai noto come il “genesis block”.

La versione 0.1 di Bitcoin fu rilasciata alcuni giorni dopo. Alla fine dell’anno, più di 32.000 blocchi erano stati aggiunti al blocco originario, producendo un totale di 1.624.250 bitcoin.

Per il fatto che tutte le transazioni sono pubbliche nella blockchain, sappiamo che solo un quarto di questi bitcoin hanno cambiato mano, inducendo qualcuno a supporre che Satoshi potrebbe essere nella titolarità di un milione di bitcoin che al cambio di oggi varrebbero circa 640 milioni di euro.

In principio Satoshi era attivo nel forum di Bitcointalk e rispondeva sistematicamente alle mail. Siccome Bitcoin è un progetto open source, tante delle modifiche al codice sorgente venivano eseguite direttamente da Satoshi anche se presto la sua attività inizio ad esaurirsi.

Il suo ultimo contributo avvenne a metà del 2010, dopo aver ceduto il comando del progetto a Gavin Andresen, attuale capo sviluppatore di Bitcoin. Nell’aprile del 2011, quando gli fu chiesto il motivo della sua riduzione di attività, Satoshi spiegò ad uno sviluppatore di Bitcoin che era attratto anche da altri progetti.

A un certo momento smise di colpo di rispondere alle mail e scomparve. Si pensa anche che “Satoshi Nakamoto” sia lo pseudonimo usato da una persona, un gruppo o addirittura un’organizzazione più grande, magari governativa. In giapponese, Satoshi significa “pensiero chiaro” o “saggio”. Naka può significare “dentro” o “relazione” e moto è utilizzato per descrivere “l’origine” o “la fondazione”.  Riassumendo il tutto si ottiene ”pensare chiaramente dentro la fondazione”.

Alla luce dei dettagli scritti nella sua scheda di registrazione presso la fondazione P2P, Satoshi dice di essere un maschio di 38 anni che vive in Giappone. La lingua scelta era l’inglese ma si alternava fra ortografia e parlato sia in inglese che in americano, il che potrebbe dimostrare un tentativo di mascheramento della sua reale nazionalità o che Satoshi è per davvero più di una persona. Rispondeva nei forum ad orari che lasciano pensare ad un fuso orario statunitense.

Supponendo che sia un individuo, possiamo affermare che Satoshi è molto intelligente e competente dal punto di vista economico. E’ un brillante matematico, con ottime conoscenze nel settore della crittografia, e un programmatore capace, anche se il suo stile di codice indica che non si tratta di un programmatore professionista. Il suo modus operandi e la sua esperienza hanno indotto alcuni, compreso Andresen, a credere che Satoshi sia un accademico.

Nei primi tempi vi era il timore che Bitcoin lasciasse emergere qualche punto debole, che avrebbe minato il movimento. Cinque anni dopo, invece, Bitcoin si confermava, comprovando la genialità di Satoshi.

Anche se sembrava chiaro che Satoshi avesse capito che il movimento Bitcoin avrebbe potuto attirare dalla sua parte ideologi, come libertari anti-governativi, non è chiaro se Satoshi fosse a sua volta politicamente motivato.

Appariva certamente consapevole delle potenziali implicazioni politiche della sua idea, ma ha lasciato approfondire ad altri gli aspetti politici. Scriveva:” Credo di essere più bravo con il codice che con le parole”.

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Sappiamo inoltre che aveva avuto qualche problema con il sistema bancario e vedeva Bitcoin come una possibile soluzione tecnica. Sottolineava la radice del problema delle valute convenzionali nella fiducia che è richiesta per farle funzionare. La banca centrale deve essere attendibile per non svilire la moneta, ma la storia della moneta è piena di rotture di questa fiducia.

Di Vincenzo Augello

Fonti * Bitcoin (Benjamin Guttmann ed. LSWR 2014)