LE STRATEGIE E LE OPPORTUNITA’ OPERATIVE NEL TRADING CRIPTOVALUTARIO (Parte finale)

Le opportunità operative emergono dunque dalla grande varietà di strategie esistenti. Le strategie trend – following, ad esempio, sfruttano l’inerzia del prezzo che seguita ad andare in un direzione.

Descrizione trend following :

si tratta di quelle tecniche che cercano di assecondare il trend. Si sente molto spesso il detto “il trend è tuo amico” che rende di più in inglese perché c’è una certa corrispondenza “the trend is your friend”. Questo tipo di strategie sono quelle più consigliate a chi è ancora poco pratico del trading, perché sono probabilmente le più semplici da mettere in esecuzione e quelle con minor esposizione al rischio. Si aspetta che i prezzi prendano una direzione e successivamente si tenta di cavalcare la tendenza operando sulla medesima traiettoria intrapresa dal mercato.

Vi sono poi le cosiddette strategie su breakout, che sfruttano l’esplosione dei prezzi dopo che questi ultimi sono stati congestionati per un buon lasso di tempo.

Descrizione breakout :

questo genere di tecniche sono come quella che ho accennato nella parte prima di questo articolo. S’individua un range o comunque un’area di compressione dei prezzi. Prima o poi le quotazioni usciranno da questa situazione di congestione, dove la rottura–superamento di uno dei due estremi del range si chiama breakout. Quando il breakout è valido i prezzi tendono a continuare nella direzione della rottura.

Ci sono anche le strategie di range che utilizzano la lateralità del mercato, ossia il fatto che molto spesso compratori e venditori si contrappongono equivalendosi per cui il prezzo non assume una direzione precisa.

Descrizione strategie su range:

si parla di un’operatività tipica quando il mercato non ha una direzione netta ma i prezzi sono continuamente posseduti da un’area grossomodo definita. I trader in questa situazione tendono a concentrarsi, sbagliando, solo su strategie a favore del trend senza rendersi conto che statisticamente il mercato è in tendenza solo il 30% del tempo, mentre è in range per il 70%. Questo dato storico consente di intuire che uno dei più grandi problemi legati alle strategie e una delle maggiori cause delle perdite dei principianti sono legati alla comprensione del contesto di trading in cui si opera.

Non dimentichiamo peraltro le strategie contro trend, le quali si servono dell’elasticità del prezzo, ovvero della circostanza per cui la quotazione non si muove sempre verso l’alto o verso il basso, ma si sposta in una direzione e poi torna un po’ indietro, ritracciando.

Descrizione strategie contro trend:

è un tipo di operatività piuttosto amata dai principianti, per ragioni tuttavia non del tutto chiare, anche se è consigliata prevalentemente ai più esperti. In effetti c’è la tendenza tra gli operatori in erba a pensare che se i prezzi si sono mossi tanto dovranno tornare indietro prima o poi e quindi cercano di entrare contro il trend. Se questa supposizione è vera, il problema è che non si conosce bene quando i prezzi ritracciano realmente quindi si rischia di andare contro una tendenza molto forte che non si ferma o la fa solo dopo molto tempo e molti punti di mercato. Ciò nonostante questa strategia ha una sua importante valenza operativa, ma è necessario sviluppare un acceso senso del mercato e saper capire il contesto di trading in cui si lavora per riuscire ad individuare le inversioni dei valori di un asset.

Segue adesso un esempio concreto che attua nella pratica parte delle modalità operative descritte.

Strategia trend following su massimi e minimi delle candele:

Un’opportunità da sfruttare nei grafici di lungo periodo, giornalieri o a 4 ore, è il fatto che i massimi e i minimi di alcune candele che rispettano certe condizioni sono livelli molto significativi. In presenza delle giuste condizioni (trend, ritracciamento e segnale di inversione) la rottura di un massimo o di un minimo della candela precedente è un market timing molto potente, idoneo ad una entrata che punta ad assecondare la tendenza. Ad esempio, nella figura sottostante viene mostrato un trade sul grafico giornaliero con l’uso di una tecnica di lungo periodo definita LT (Long Term).

In questo caso il trade è stato ben eseguito in quanto sono state utilizzate uscite a scalare settando profitti progressivi. Alle volte non si è così fortunati e magari l’operazione arriva soltanto al primo o al secondo obiettivo, tuttavia le uscite a scalare forniscono proprio questo tipo di vantaggio: fanno incassare parte dei profitti, ridurre il rischio spostando lo stop loss e non perdere eventuali extra profitti nella eventualità che il mercato continui nella medesima direzione.

Ovviamente in questo tipo di tecnica il numero di pip di profitto è maggiore rispetto alle tecniche intraday, ma le opportunità di trading avvengono meno frequentemente ed è necessario usare stop loss più ampi.

Fatta questa lunga esposizione generale sulle tecniche classiche presenti nel mondo del trading operativo,  non resta che provare ad elaborarle, magari testandole su di un conto demo, verificandone l’efficacia concreta prima di investire denaro reale.

Di Vincenzo Augello