Patterns grafici e strutture di prezzo nell’approccio al trading criptovalutario

Sulle formazioni grafiche in analisi tecnica classica dominano soprattutto due scuole di pensiero. Adam Grimes, trader presso la SMB Capital e Director of Tactical investments alla Waverly Advisors, spiega in un blog-post la distinzione tra le due forme di approccio al momento più diffuse, ossia quella amatoriale e quella esperta nel trading con le figure tecniche, ovvero con i patterns del prezzo. Anche per i trader più esperti e per quelli che si cimentano sul mercato delle criptovalute mi sembra utile e formativo riportare i suoi concetti, specialmente ora che molti operatori si riposizionano davanti ai monitors dopo la pausa estiva.

L’analista è convinto che vi siano delle grosse lacune nel modo in cui la maggior parte degli operatori in erba si accingono ad apprendere l’analisi classica tradizionale. Di solito al neofita viene presentato un gruppo di formazioni grafiche del prezzo, sulla base del presupposto che, una volta che abbia imparato a riconoscerle, non dovrà fare altro se non andare a cercarle nel mercato, effettuare i trade e sognare profitti che si realizzeranno abbondanti.. In realtà come dice Mike Bellafiore, co-fondatore della SMB Capital, a ogni trader che entra nella sua società, le cose non funzionano in questo modo.

Un trading coerente, consapevole e soprattutto di successo necessita di ben altro, oltre al semplice riconoscimento di un gruppo di formazioni grafiche. L’analisi tecnica tradizionale si suddivide in due fazioni radicalmente differenti, nate dalle opere di due uomini negli anni Venti e Trenta del Novecento. Richard Schabacker è stato un trader di successo, un consulente di investimenti e l’autore di uno di questi scritti; il suo approccio si basava sulla classificazione di molte varianti delle formazioni grafiche del prezzo. Nei suoi libri, infatti, vengono descritte, variante dopo variante, le formazioni di continuazione, le formazioni di variazione del trend, le formazioni di consolidamento ed altre ancora.

L’idea è che lo studente, dopo aver studiato migliaia di queste formazioni e dopo averle riconosciute nei grafici, sia in grado di intuire la direzione futura delle quotazioni. Richard Wyckoff, invece, aveva un pensiero completamente diverso, in quanto mirava a capire perché il mercato fa quello che fa. Il “perché” era molto più importante del “come”, ossia il concetto era molto più importante della particolare formazione grafica, e la cosa in se stessa molto più importante della forma che assumeva.

Wickoff era convinto che per lo studente fosse importante, piuttosto che equipaggiarsi con una lunga serie di potenziali formazioni grafiche del prezzo, capire in che modo la motivazione di acquirenti e venditori si mostrasse nelle formazioni grafiche del prezzo e del volume. A mio modesto avviso, l’interpretazione di Wickoff è di gran lunga più sensata sebbene, a quanto pare, il 90% dei libri, dei siti web e dei corsi attuali si concentrino invece sulle formazioni grafiche stesse, come il rettangolo, il flag, la “cup and handle”, il triangolo eccetera..

Uno dei possibili motivi è che in tanti leggono il manuale “Technical Analysis of Stock Trends” di Edwards e Magee, che deriva dalla scuola di pensiero di Schabacker; un altro, è che è molto più semplice insegnare a leggere delle particolari formazioni grafiche, piuttosto che a capire a fondo offerta e domanda.

Ma se non si capiscono offerta e domanda, qualsiasi metodo di trading è inesorabilmente destinato a fallire. Per un analista tecnico il grafico come i patterns sono uno strumento propedeutico alla valutazione dell’operazione, ma specialmente nel mondo delle valute virtuali si confermano come dati fondamentali le news tecnologiche che ruotano attorno ai tokens e alla blockchain di una criptovaluta.

Indicativa, ad esempio, rimane la Circulating Supply di Bitcoin, considerando che la massima circolazione di unità concessa a questa divisa è di 21 milioni di monete. Si tratta in breve di contrapporre e ponderare la relazione tra domanda ed offerta con parametri più concreti che statistici, sebbene la legge dei grandi numeri applicata al trading conserva un peso anche nei confronti delle coins digitali. In questo modo possiamo migliorare l’analisi del grafico per poter fare una valutazione più precisa del rapporto di cambio criptovalutario.

Le considerazioni precedenti sul rilievo dato ai patterns sono utili per iniziare a leggere i grafici ed interpretare la fasi cruciali del prezzo, ma non possono essere l’unico strumento per operare. L’applicazione dell’analisi tecnica, se usata da sola, soprattutto in un mercato ancora poco liquido come quello delle criptovalute, spesso può restituire informazioni fuorvianti, sarà poi il metodo operativo a fare la vera differenza.

Le strutture di prezzo restano condizioni anche sui mercati ancora giovani ma costituiscono dati meno funzionali rispetto alle contrattazioni tradizionali, più consolidate. Fintanto che un mercato è giovane è preferibile dare una priorità all’informazione, anche perché purtroppo sono ancora presenti progetti poco consistenti che non possono tuttora sostenere la relazione tecnica tra venditore e compratore.

Di Vincenzo Augello

Fonti * Guida completa al trading. Strategie operative e tecniche d’intervento nei mercati finanziari (Corey Rosenbloom, Hoepli editore 2012)