Il RELATIVE MOMENTUM INDEX applicato al trading su criptovalute (parte II)

Nell’articolo precedente abbiamo visto la teoria e le applicazioni pratiche di base dell’oscillatore RMI. In questo articolo andiamo ad approfondire il significato di divergenza prezzi-RMI.

Segnali di divergenza

La forza dell’indicatore RMI è la sua capacità di anticipare l’evoluzione dei prezzi e soprattutto di segnalare l’esaurimento di una tendenza. Come detto in precedenza l’entrata del RMI in territorio di ipercomprato o ipervenduto è un segnale di forza del trend, ma le divergenze segnalano invece qualcosa di diverso, ovvero che la tendenza sta cominciando a perder forza.

Prendiamo il caso di Bitcoin. Come si vede dal grafico a fronte di BTCUSD al rialzo nel mese di dicembre l’RMI comincia a segnalare delle divergenze già ad inizio mese quando, ai due picchi discendenti dell’indicatore corrispondono due massimi crescenti da parte dei prezzi. In questo caso il segnale short su Bitcoin poteva scattare in due occasioni. Nel momento in cui l’RMI scendeva sotto 70 dopo aver realizzato il secondo massimo a dicembre, oppure nel momento in cui l’RMI di fatto formalizzava un doppio massimo rompendo al ribasso il minimo di giugno. In questi casi ogni trader dovrà acquisire la giusta sensibilità per calibrare al meglio la propria operatività ricordando sempre che un uso eccessivamente elevato di oscillatori peggiora la qualità del risultato finale del trade. Interessante notare come il segnale fornito dal RMI ha di fatto anticipato il segnale di rottura tecnica dei supporti fornito dai prezzi a fine dicembre.

Andiamo avanti con lo stesso grafico e vediamo come a giugno l’entrata nel territorio dell’ipervenduto da parte del RMI segnalava la forza del bear market che infatti prosegue e lo fa fino alla fine del mese. Anche in questo caso il picco di minimo del RMI non coincide affatto con il bottom di Bitcoin. Le divergenze cominciano ad accumularsi ed a fronte di due minimi decrescenti di prezzo notiamo la presenza di due minimi crescenti sul RMI.

La conferma tecnica della fine del bear market anche in questo caso si ravvisa nei prezzi nel momento in cui viene violata al rialzo la neck line della figura di testa e spalla che si è venuta a formare sui minimi di area 500. Ancora una volta una divergenza che ha saputo fornire i giusti indizi al trader.

Prima di chiudere questo articolo ricordiamo sempre come ogni tipo di operatività con gli oscillatori deve trovare la conferma dei prezzi ma non solo. Ogni iniziativa deve sempre essere accompagnata da una saggia gestione del money management. Mai impegnare tutto il capitale e soprattutto adottare le più classiche forme di stop loss in grado di limitare le perdite qualora i prezzi dovessero prendere la direzione opposto a quella prevista.

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