Il timeframe del grafico nella sostanza dell’antica cultura giapponese

Talvolta proviamo a ragionare sulle tecniche speculative degli antichi giapponesi che volevano capire ed operare sui mercati finanziari. Uno degli storici modus operandi consisteva nella conta dei prezzi nuovi e decidere in seguito ingressi ed uscite giorno dopo giorno. Di fatto alla base del titolo di questo articolo c’è parte della mentalità degli antichi speculatori del Sol Levante. Il mercato del riso di Osaka, in Giappone, fu il primo vero mercato speculativo al mondo. Illegale fino al ‘700, fu reso legittimo dallo Shogun nel 1715 il quale diede il vita alla finanza che conosciamo oggi.

Il mercato si divideva in due settori: lo Shomai, ovvero il mercato dello scambio fisico del riso e il Choaimai, ossia la piazza in cui avveniva lo scambio di cambiali e dei titoli che oggi chiamiamo futures. In concreto parliamo di strumenti che sono alla base degli attuali CFD e fu in tali circostanze storiche che nacquero le prime vere e proprie tecniche speculative, molto prima di Charles Dow. Oltre alla speculazione e ai CFD, nel corso dei secoli, videro la luce le candele giapponesi. Esse si sono evolute da una forma primordiale fatta di sole linee fino ai primi del ‘900, periodo in cui presero la forma che conosciamo oggi.

Chi scrive non ha affatto intenzione di fare una lezione di storia, invero dovremmo essere qui per intendere se le tecniche di questi speculatori di tre secoli fa siano tuttora attuabili e per farlo è opportuno conoscere almeno i riferimenti storici di base. Grazie alla grande filosofia del popolo giapponese si era capito fin da subito che il prezzo è ciclico, ovvero non era casuale ma seguiva delle logiche. Logiche che all’epoca venivano attribuite al pensiero taoista, lo Yin e lo Yang dove il primo rappresenta la paura, la morte, l’oscurità e quindi il ribasso mentre il secondo il coraggio, la nascita, la luce e quindi il rialzo.

D’altro canto, se ci riflettiamo un poco, la vita stessa è basata sul perenne scontro tra questi due opposti. Peraltro guardando al taijitu, noto simbolo della della religione taoista e della filosofia confuciana, si vede che all’interno di un estremo è presente la radice dell’opposto, proprio nel punto di massima espressione. Tutto ciò si legge in “all’interno di un grande rialzo è già presente la radice del ribasso” e viceversa. Non servono grandi studi statistici o di analisi tecnica moderna per capire quanto ciò corrisponda al vero. Focalizzando sulla filosofia concettuale antica del Sol Levante, il prezzo segue delle logiche, non è casuale, ma tutte le volte si presenta in forme diverse.

Questo significa che è del tutto inutile andare a cercare la configurazione perfetta, il pattern, la formazione grafica o il segnale di entrata a mercato millimetrico. Se lo si fa si perderanno dei soldi proprio perché ogni volta la forma è diversa. In realtà, per operare con profitto nei mercati finanziari bisogna cercare la sostanza, ovvero la logica, che ogni volta si presenta in forme differenti, questo è quello che conta. Una volta appresi tali fondamenti, ogni trader potrà essere profittevole; la logica che segue lo spingerà a chiudere molte più posizioni in profitto. Le candele giapponesi in effetti furono inventate per avere una chiara rappresentazione del pensiero e dell’emotività degli operatori di Borsa.

Ci sono voluti tre secoli di evoluzione per sviluppare il metodo migliore di esprimere questi concetti. Viene da sé quindi che all’interno delle candele è nascosta un’enorme fonte di informazioni utili al trader che purtroppo vengono oscurate dal mondo odierno, veloce, frenetico, talvolta fuorviante. Le candele giapponesi sono nate per rappresentare le singole sedute odierne pertanto restituiscono il loro massimo proprio sul timeframes giornaliero. In realtà già all’epoca si era capito che il prezzo poteva essere manipolato nel periodo breve, ma non nel medio o lungo termine, di conseguenza si può intuire il potentissimo filtro che l’orizzonte di osservazione giornaliero può consegnare all’operatore di Borsa, sarebbe dunque un errore tattico non sfruttarlo.

Tali considerazioni filosofiche ci aiutano a riflettere e a capire che non esiste un miglior periodo di osservazione del mercato sul quale impostare i grafici e fare analisi. La realtà è che tale scelta varia al variare delle preferenze dell’operatore e del tipo di investimento che si vuole fare, oltre che in funzione della situazione oggettiva di mercato, sebbene il timeframe giornaliero consenta una lettura riassuntiva funzionale, fornita di informazioni sull’ampia fase di scambio del mercato di riferimento.

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La view giornaliera in buona sostanza consente di individuare migliori timing d’entrata della posizione e di tracciare supporti e resistenze significative, a volte anche nell’ambito di strategie operative di brevissimo periodo. Così anche quando si fa scalping e si è concentrati nell’adoperare timeframes a 5 , 10 o a 15 minuti, non si dovrebbe mai dimenticare di osservare il grafico in modalità temporale giornaliera. In conclusione tutte le grafitazioni temporali sono singolarmente vantaggiose tuttavia quella giornaliera resta indefettibile.

Di Vincenzo Augello