La leva finanziaria. Implicazioni generali nel trading

Quando si tratta di trading e di mercati speculativi inevitabilmente si è portati a parlare di tutti quegli strumenti che utilizzano la leva finanziaria. Anche nel trading criptovalutario il leveraggio dell’investimento gioca un ruolo fondamentale e fare trading a leva nei mercati classici come nel Forex è essenziale nel bilanciamento della relazione rischio – rendimento dell’operazione. La leva, in buona sostanza, è uno strumento a disposizione degli operatori istituzionali e retails, che consente di acquistare o vendere attività finanziarie per un importo superiore a quello realmente posseduto. In sintesi, mediante l’impiego della leva finanziaria è possibile negoziare importanti somme di denaro sul mercato nonostante si abbia un capitale inferiore nel conto trading.

In particolare, l’entità della leva è restituita dal rapporto esistente tra l’ammontare delle posizioni aperte a mercato e l’ammontare del capitale investito. In pratica è l’intermediario ovvero il broker online che copre la parte di capitale mancante, in virtù di un margine prestabilito. Infatti per poter eseguire operazioni finanziarie a leva, i brokers fanno richiesta di un margine di garanzia sul conto del trader, calcolato in modo percentuale in base al valore della posizione aperta. Il margine di garanzia in concreto rappresenta una tutela che copre le eventuali perdite dell’operatore. Ogni intermediario richiede un margine diverso, che cambia in funzione del tipo di mercato nel quale si vuole investire. Ad esempio, un mercato molto volatile chiede un margine superiore rispetto ad un mercato meno volatile. Tuttavia per provare a chiarire meglio il concetto di leva finanziaria propongo una simulazione numerica. Immaginiamo di avere 2000 euro da investire in titoli, criptovalute o altri strumenti finanziari.

Se decidessimo di operare con una leva di 10:1, la somma investita non corrisponderà più a 2000 euro bensì a 20000 euro, poiché 18000 euro li prendiamo in prestito dal broker online o da altro intermediario. A questo punto, se la nostra operazione finanziaria genera il 20% di profitto, avremo la somma totale di  24000 euro. Di questa somma, 18000 euro devono essere restituiti al broker e 6000 euro invece rappresentano il nostro montante; quindi a fronte dell’investimento di 2000 euro il guadagno netto è di 4000 euro. Riassumendo, abbiamo investito 2000 euro ed intascato un profitto netto di 4000 euro, ovvero il 200% rispetto ad un guadagno del mercato del 20%. E’ bene osservare che se avessimo operato senza leva, il profitto sarebbe corrisposto a 400 euro. Eppure, deve essere evidenziata la circostanza per cui, se avessimo dovuto registrare delle perdite ossia una minusvalenza, la stessa sarebbe stata amplificata della medesima percentuale rispetto all’investimento iniziale.

Pertanto, il grande vantaggio dell’operare in leva è quello di avere a disposizione una maggiore liquidità da spendere sui mercati nei confronti della somma realmente posseduta sul conto trading. Questa maggiore liquidità consente di effettuare investimenti più elevati e conseguentemente di ottenere guadagni più alti. Inoltre, una liquidità maggiore comporta anche di poter diversificare meglio il nostro portafoglio degli asset, ampliando le possibilità di investimento. Tuttavia il leveraggio finanziario presenta anche molti rischi e criticità. Di fatto, se esiste la possibilità di moltiplicare i profitti, c’è anche il rischio concreto di moltiplicare le perdite. Invero le perdite potrebbero essere talmente importanti da superare anche il margine di garanzia, richiedendo quindi una ulteriore integrazione del conto trading per il mantenimento della posizione speculativa a mercato.

Sicché le probabilità  di bruciare completamente il proprio capitale risultano maggiori rispetto ad un investimento che non fa uso della leva finanziaria; nello specifico il rischio di perdere il margine di garanzia sale in maniera direttamente proporzionale rispetto alla leva utilizzata. La leva perciò è uno strumento da adoperare con estrema cura, perché un impiego non appropriato può mettere in crisi un intero sistema economico. E’ possibile fare trading con l’utilizzo della leva sulla gran parte degli strumenti finanziari: sui rapporti criptovalutari dei mercati virtuali, sui futures, sulle valute tradizionali, sulle commodities o sulle obbligazioni.

Peraltro il trading in marginazione è legittimo anche operando con strumenti di diverso tipo come CFD ed ETF. La leva in definitiva riproduce un’opzione offerta all’operatore che, di sua personale iniziativa, può decidere di esporre a rischi più elevati il proprio capitale investito a fronte di guadagni potenziali maggiori. In verità, un’ottimizzazione dell’uso della leva finanziaria consiste nel miglior bilanciamento possibile tra l’entità dell’esposizione al rischio e l’obiettivo di profitto che nella singola operazione si persegue. E’ pacifico che maggiore sarà la leva finanziaria e più grandi saranno le verosimiglianze con il gioco d’azzardo, mentre una leva blanda permetterà di assorbire gran parte della volatilità insita nei mercati, senza pregiudicare necessariamente il margine di garanzia.

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In merito agli aspetti più particolari riguardanti l’uso concreto della leva finanziaria e quindi della manopola del rischio, rimando all’articolo di qualche mese fa, sempre su valutevirtuali.com, consultabile al seguente link: La leva, la vera star dei mercati finanziari. In questo precedente post viene calcolato il tipo di rendimento e l’esposizione al rischio che restituisce un’operazione di scambio a leva.

Di Vincenzo Augello