Trading, psicologia e gestione delle emozioni

Sul finire del XIX secolo Vilfredo Pareto, uno dei più grandi economisti italiani osservando la distribuzione dei redditi, riuscì a stabilire che in una data regione la minoranza degli individui possedevano la gran parte della ricchezza. Alla luce delle sue straordinarie capacità di economista e non solo, Pareto elaborò la cosiddetta legge 80/20 o Principio di Pareto in cui si afferma che la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause.

Questa legge è tranquillamente adattabile anche al trading, in virtù del fatto che il successo sui mercati finanziari dipende dalla psicologia all’80% e dalla strategia al 20%. Questa prima affermazione sembrerà una forzatura, ma la statistica restituisce dati inconfutabili. In realtà anche la migliore strategia gestita da una persona emotivamente fragile e con una psicologia claudicante, può concludersi con risultati disastrosi. Di fatto, è determinante tenere sempre bene a mente tale aspetto, e per sviluppare una psicologia solida si deve avviare un processo di abitudini e attitudini positive che consideri i seguenti atteggiamenti:

  • valutare le perdite come feedback e fattori di insegnamento.
  • Essere responsabile dei propri scambi finanziari e della propria gestione. Nessun operatore addita il mercato, altri traders o brokers, per un’operazione sbagliata; un operatore equilibrato e serio sa che tutto dipende da lui.
  • Non affidarsi alla fortuna; per chi ottiene profitti c’è un motivo ed una causa sia nel trading che nella vita quotidiana.
  • Essere concreti ogni giorno; i traders milionari infatti costruiscono passo dopo passo i loro capitali, con aspettative precise.
  • Avere passione per il trading ed i mercati finanziari.
  • Revisionare le proprie strategie e l’approccio continuamente per raggiungere i propri targets.
  • Nutrire un atteggiamento positivo, avere voglia di conoscere e di volersi migliorare.
  • Capire che accumulare denaro è anzitutto un processo e poi una costruzione di capitale, non il contrario.
  • Sapere che non sono le condizioni esterne ad attribuire particolari capacità di arricchimento. Non pochi trader hanno accumulato vere e proprie fortune partendo con capitali di 1000 – 1500 euro.

Questi perlopiù sono gli atteggiamenti principali da seguire, ma adesso affrontiamo anche le buone abitudini adatte a rafforzare la propria emotività:

  • Tenere a memoria in un proprio diario tutto quello che si è imparato stando in piattaforma davanti ai grafici.
  • Nei momenti di perdita e di sconforto per un’operazione sbagliata, scrivere le proprie sensazioni ed il motivo per cui si provano tali sensazioni.
  • Dopo un trade errato, fare dei grandi respiri, immagazzinare ossigeno, rilassarsi e considerarlo come una opportunità per imparare, in seguito riconcentrarsi sul trading e perseguire l’operatività con la propria strategia.
  • Analizzare ogni settimana i trades mandati a mercato, confrontandoli con la migliore operazione che poteva essere fatta; domandarsi il motivo per cui quel trade non è stato eseguito in maniera ottimale e spiegarsi mentalmente il processo che si sarebbe dovuto attuare per la buona esecuzione.
  • Studiare le operazioni non eseguite, immedesimandosi in una situazione reale, cercando di provare e gestire le emozioni derivanti.
  • Prendere confidenza facendo tanto esercizio.

Il vero lavoro di un trader è dunque sulla sua psicologia; solo così si può riuscire a incanalare le emozioni o almeno trovare il modo di tenerle sotto controllo. Per avere successo come trader, potrebbe bastare conoscersi. Il trading è innanzitutto un’esperienza personale, un’avventura impegnativa, ma anche una delle più appassionanti. Non esistono scorciatoie. Tradando si scopre quello che c’è in noi, la parte non razionale, le pulsioni profonde.

Per paura di scoprire come sono realmente, molti trader rifiutano di far emergere questo aspetto fondamentale del trading, dal quale dipende l’ 80% dei risultati. Si rifugiano nei libri, nei metodi, negli algoritmi di trading, nei corsi di formazione, per tenersi occupati, per scansare la realtà: sistemi, metodi, indicatori, money management sono in alcuni casi solo fumo negli occhi finché non si accetta questa semplice verità: un trader senza metodo, ma che sa gestire la sua emotività, guadagna inevitabilmente denaro, un trader con la migliore strategia al mondo sarà destinato a soccombere se non ha fatto l’unica cosa che è veramente importante: lavorare su se stessi.

In molti hanno cercato di comprendere e si sono impegnati nel lavoro più arduo della loro vita, che li ha cambiati e messi a dura prova. A quel punto, il trading non é più una sofferenza alternata a qualche gioia passeggera, ma un’attività come un’altra, con guadagni e perdite che non provocano emozioni sopra le righe. Il trading assume così una dimensione naturale, poiché il rapporto con il denaro si evolve, non si basa più sulla sofferenza o sul narcisismo.

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Molti, troppi trader, si identificano con i propri risultati: se guadagnano denaro, si sentono bene ed il loro ego si gonfia. Se invece perdono, crollano psicologicamente e pensano di non valere più niente. Il trading in buona sostanza non dovrebbe influenzare la nostra vita ma diventarne una componente spesso ricca di opportunità e occasioni di profitto, niente di più.

Di Vincenzo Augello