Sarà Goldman Sachs a lanciare il primo Bitcoin trading desk

Ora che il Bitcoin sta per diventare uno strumento di finanziario mainstream, a seguito dell’annuncio del CME che intende quotarlo entro fine anno sui propri mercati, si aprono diversi scenari che potrebbero dar luce a nuovi modi per fare trading su Bitcoin.

Uno dei più sorprendenti lo abbiamo appreso dall’annuncio fatto dal CEO di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, che avrebbe aperto alla possibile creazione di un Bitcoin Trading Desk.

Blankfein ha fatto una serie di dichiarazioni di apertura al trading BTC, pur mantenendo il suo scetticismo sulla valuta virtuale e dichiarando di non essere a proprio agio con essa:

“I’m kind of an old dog to be absorbing that kind of a new trick, the list of things that are conventional today that I use every day that I thought would never make it is a very long list.”

In pratica con queste dichiarazioni Blankfein si è dichiarato possibilista in quanto non sarebbe la persona più adatta a giudicare il futuro di nuove tecnologie visto che utilizza lui stesso un sacco di nuove tecnologie che pensava non ce l’avrebbero mai fatta a sfondare sul mercato. Ma ha anche fatto una dichiarazione più specifica a riguardo:

“I will tell you, it hasn’t crossed my desk to set up a bitcoin trading desk, but I wouldn’t preclude it.”

Segno evidente che la possibilità di aprire un trading desk dedicato su Goldman Sachs è più che una semplice idea, anche se al momento non è chiaro se ci sia già un progetto e soprattutto quale sia il suo stato. E’ però probabile che, per rilasciare queste dichiarazioni, ci si trovi in una fase di analisi già avanzata.

Le dichiarazioni di apertura del CEO di Sachs sono ancora più significative se confrontate con l’atteggiamento del CEO di JP Morgan Jamie Dimon, che più di una volta non ha perso l’occasione per scagliarsi contro il Bitcoin definendolo una frode.

Chissà che prima o poi Dimon non sia costretto ad una brusca marcia indietro.

Come si dice negli usa “Money Talks”, il denaro apre tutte le porte, e di certo Blankfein non vuole prendersi la responsabilità di chiudere quello che, in prospettiva, potrebbe rivelarsi un bel portone.