Exchanges Cinesi, un’altra tegola per il Bitcoin?

Un calo di circa $100 in un paio d’ore di contrattazioni, è questo il risultato dei rumors che ancora una volta vengono dalla Cina ed impattano, come sempre più di altri, il mercato dei Bicoin.

Dopo l’intervento del governo Cinese ad inizio Gennaio 2017, due dei maggiori exchanges Cinesi quali OKCoin e Houbi hanno deciso di aggiornare le loro piattaforme in modo da prevenire il riciclaggio di denaro sporco, schemi piramidali ed altre attività illegali.

Fin qui niente di strano, se non fosse che per fare questo aggiornamento di 2 exchanges hanno annunciato che sospenderanno i prelievi in Bitcoin e Litecoin per ben 1 mese, con effetto immediato!

Il mercato ha accolto la notizia con un panic selling, come ci si poteva attendere, ed il valore del BTC che ieri era arrivato a toccare un massimo di $1,070 è subito sceso verso i $970. Vedremo nelle prossime ore se ci dovesse essere un rimbalzo o meno.

Sebbene il terzo tra i grandi exchanges Cinesi, BTCC, non abbia ancora annunciato alcun provvedimento simile, si può prevedere che BTCC si adegui ad aggiornare il proprio software a stretto giro. Questo potrebbe portare ad un nuovo ribasso del BTC.

Sebbene il BTC non sia direttamente controllato dalle banche non essendo una valuta FIAT, sembra che il People Bank of China stia entrando a gamba tesa sugli exchanges (poco regolamentati rispetto ai pari US a dire la verità) influenzando comunque indirettamente la valutazione del Bitcoin.

Gli scenari che possono profilarsi sono molteplici. Va detto che finora il mercato del BTC ha sempre reagito positivamente a queste flessioni improvvise ed in qualche modo indotte. Al momento non sembra che ci sia una fuga significativa verso altri altcoin né tantomeno verso valute FIAT.

Attendiamo gli sviluppi delle prossime ore per vedere quali sono le effettive reazioni del mercato, al di là dei movimenti speculatori nel breve.

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