Cosa rivela lo Spread Btp – Bund

Si tratta, in estrema sintesi, del differenziale di rendimento tra i buoni del tesoro poliennali italiani e l’omologo tedesco che oramai da tempo è entrato a far parte del linguaggio comune. A dirla tutta negli ultimi anni il peso dei mercati finanziari nella vita di tutti i giorni è aumentato, e così molti termini tecnici che prima appartenevano soltanto al mondo finanziario ora fanno parte della quotidianità. Lo spread Btp – Bund quando è elevato segnala panico per i titoli del Bel Paese e per nostri conti pubblici,  per cui nel caso determinasse il mancato rispetto dei parametri di Maastrict può apportare conseguenze notevoli sulle tasse e sullo spese dello Stato, la relazione cioè può avere effetti decisivi sul debito pubblico.

Non solo. La variazioni dello spread Btp – Bund possono avere ripercussioni sui finanziamenti ai privati, sull’economia delle banche e sulle aziende private. Parimenti al Bund tedesco il Btp è un buono del tesoro poliennale a tasso fisso emesso dallo Stato italiano. Nel dettaglio, lo spread è la differenza tra il tasso di rendimento di un Btp e di un Bund a scadenza decennale. In particolare, i titoli in questione hanno un rendimento dato da una cedola più la variazione in guadagno o in perdita in conto capitale. La parte cedolare restituisce interessi che il titolo paga regolarmente, mentre il profitto o la perdita in conto capitale sono decisi dalla differenza tra quanto il risparmiatore ha pagato il titolo e quanto viene rimborsato alla scadenza pari al 100% del valore nominale. Il tutto viene rapportato al prezzo di acquisto del titolo. Riassumendo il rendimento del titolo Btp è offerto dalla seguente formula:

Rendimento titolo: (Interessi + (valore rimborso – prezzo acquisto))/prezzo acquisto

Tornando al valore dello spread, esso può essere letto in qualsiasi momento, a Borsa aperta, per cui ad esempio se lo spread è di 400 punti base significa che il Btp rende il 4,0% in più rispetto al Bund. Ora è opportuno considerare che uno dei principi cardine che regola il mercato stabilisce che maggiore è il rischio associato ad un emittente, maggiore sarà il rendimento. Pertanto tenendo conto che lo spread individua quanto il Btp rende in più rispetto al Bund, tanto maggiore sarà questo valore e tanto più alto è il rischio che il mercato avverte rispetto al Btp. Infatti anche tanto maggiori saranno i dubbi sulla capacità dello Stato italiano di rimborsare a termine i propri debiti. Uno spread elevato indica che il mercato ha paura e che il Btp richiede rendimenti più alti al Bel Paese.

In questo caso abbiamo a che vedere con una sorta di rischio percepito, ma non è affatto detto che uno spread ampio si traduca necessariamente in default o fallimento delle istituzioni economiche. Certo è che quando lo spread sale di valore stanno aumentando i dubbi sull’affidabilità dell’Italia in ambito economico e finanziario. Quando diminuisce invece il Bel Paese incrementa la propria credibilità all’estero. Tuttavia è anche possibile che lo spread aumenti perché il rendimento del Bund cala per la risalita della domanda sul titolo tedesco, in realtà è necessario sempre interpretare le variazioni della relazione Btp – Bund con la massima oggettività possibile. Per quanto riguarda i riflessi sul debito pubblico bisogna pensare che sebbene i Btp nascano a tasso fisso il rendimento può variare.

Per quello che attiene ai titoli già emessi, lo Stato paga gli interessi pattuiti all’atto dell’emissione, ma il fatto che lo spread sia cresciuto comporta che man mano che i Btp scadono lo Stato dovrà emetterne altri con interessi e rendimento più elevati. Perciò il maggior rischio avvertito, evidenziato dall’incremento dello spread, si trasforma in un aumento del rendimento richiesto e in un maggior costo per il debito dello Stato. Per quello che interessa l’impatto su banche e fondi obbligazionari, se la quotazione del Btp dovesse scendere salirebbe il rendimento del titolo e di conseguenza lo spread andrebbe alle stelle. Tutto questo avrebbe riflessi estremamente negativi sugli istituti di credito, perché ricoprono il ruolo di investitori istituzionali ed investite in titoli di Stato fa parte di una delle loro competenze più importanti.

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In verità possedendone molti di questi titoli, con il prezzo che scende, scende anche il valore capitale degli istituti e delle banche. In ultimo, la variazione positiva dello spread ha anche conseguenze notevoli sulle aziende e sulle imprese private. In effetti il riflesso deriverebbe dalla circostanza che per un cittadino italiano può diventare più conveniente acquistare titoli di Stato piuttosto che investire in obbligazioni private. Invero per quanto denunci grosse problematiche, lo Stato risulta in genere un emittente più solido di quanto possa esserlo un’azienda privata. Così per l’impresa potrebbe risultare più difficile recuperare capitali per il fatto che gli investitori potrebbero trovare più appetibili i titoli di Stato. In definitiva, lo spread è una vera e propria cartina di tornasole della situazione economica complessiva dello Stato italiano e della sua economia reale.

Di Vincenzo Augello