I pensieri ed i comportamenti dei traders non ancora professionisti

Diventare un trader professionista è un obiettivo ambizioso e ricco di difficoltà. Per questo, fare proprio anche uno soltanto di questi pensieri o atteggiamenti che sto per descivere porterebbe inevitabilmente sulla strada sbagliata. Un trader professionista è tendenzialmente un investitore vincente. Egli basa le sue strategie su questioni tecniche, ha un solido bagaglio di esperienze alle spalle senza il quale non può pensare di presentarsi all’appuntamento con il mercato e basarci sopra una carriera. In buona sintesi essere un trader professionista significa avere maturato un atteggiamento redditizio e produttivo nei confronti della volatilità dei mercati speculativi come quello valutario e criptovalutario. In effetti, è la giusta impostazione mentale a restituire quel qual cosa che consente di sfruttare le occasioni, minimizzare le perdite e crescere operazione dopo operazione.

Avere la giusta mentalità vuol dire anche fare pensieri positivi ed utili. Ne deriva che chi pensa di essere un trader professionista, ma nei fatti non lo è, sviluppa riflesssioni dannose e controproducenti. Un trader alle prime armi, ad esempio, può essere incline a pensare “questo trade l’ho perso, però mi rifarò con il prossimo”. Di primo acchitto può sembrare un convincimento innocuo, tuttavia se si parla di trading online esso implica un’idea che alimenta il gioco d’azzardo che è la deriva peggiore per un trader. E’ la strada che può portare a far proprie metodologie come quella del martingala, che invece i trader professionisti considerano una vera e propria porta verso l’inferno. I trader di professione in concreto gestiscono il proprio portafoglio mediante ferree regole di money management e con l’abnegazione ed il rispetto verso la propria strategia. In un’altra situazione, un neofita del trading potrebbe immaginare: “ ho perso cinque trade di fila, ma ora è arrivato il mio momento”.

Ebbene chi vuol diventare un trader professionista dovrebbe convincersi del fatto che nel mercato il karma non esiste. Di fatto nel trading il concetto metafisico di provvidenza non viene contemplato, quindi se avete perso cinque trade di fila può benissimo accadere di perdere anche il sesto. Gli scambi finanziari, come già accennato, si possono controllare con le ferme regole matematiche fondate sulle nozioni del vantaggio statistico basate a loro volta su quello che è già accaduto in passato.

Tuttavia, un ennesimo pensiero nefasto per un trader inesperto è quello di fidarsi ciecamente del trading system. In questa occasione occorre fare una distinzione tra trading system generati in prima persona e trading system recuperati da altri. Nel primo caso seguirlo è un dovere quasi deontologico, nel secondo caso, no. Anzi fidarsi è spesso molto rischioso. I motivi risiedono nel fatto per cui quel sistema di trading rischia di non si adattarsi al proprio stile di trading, oppure è già noto al processore istituzionale.

Nella migliore delle ipotesi la cosa più opportuna, se si hanno competenze informatiche, è tentare di rimaneggiarlo o adattarlo alle nuove condizioni di mercato. Non solo. Altri trader, ancora non professionisti, dichiarano “ la colpa è tutta delle news di mercato !” Di fatto, può capitare a tutti di sbagliare un’operazione perché ad un certo momento è stata rilasciata una notizia che ha sbaragliato i mercati e mandato all’aria le nostre previsioni, elaborate magari mediante un’attenta analisi tecnica. Può accadere. In realtà anche in questo caso non ci sono giustificazioni, la colpa resta in capo al trader che non ha consultato il calendario economico, un elemento ineludibile per chiunque avvicini i mercati finanziari. Esistono poi alcuni neo investitori che ad un certo punto cominciano a pensare di non aver abbastanza denaro o mezzi adeguati per fare trading. In verità anche quest’ultimo è un pensiero mal posto o ha a che vedere con una scusa per non fronteggiare le proprie insicurezze.

Per fare trading infatti non occorrono computers di ultima generazione né un monitor in 4k o capitali di grandi dimensioni. Serve soltanto la pazienza per imparare ad ottenere un rendimento perlopiù proporzionale al capitale che si vuole investire. Un discorso a parte in questo caso andrebbe fatto per le criptovalute, la cui volatilità offre oggi, in un momento storico di tassi a zero, ampie occasioni di profitto e redditività. Passando oltre, un trader professionista è invece solito tenere un diario. Nel trading moderno questo fatto può fare la differenza tra una carriera bruciata quasi subito e una carriera promettente.

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Oggigiorno, anche grazie ai moderni fogli di calcolo, scrivere un diario delle operazioni è utilissimo, perché evidenzia taluni errori, evitando di ripeterli. Grazie ad un monitoraggio attento dei propri trades si capisce prima dove si è sbagliato e si può porvi rimedio. In ultimo, un trader serio non trascura la psicologia. Un investitore esperto, in pratica è ben consapevole di quanto incida la sfera emotiva sulle operazioni di trading.  Quindi avere a disposizione un buon trading system magari accompagnato da un solido bagaglio di esperienze potrebbe non bastare. Occorre anche fortificare il proprio equilibrio, coltivando la personale stabilità emotiva.

Di Vincenzo Augello