Il prezzo come indicatore

Quando mi è stato proposto di scrivere di finanza su valutevirtuali.com, iniziativa cui ho aderito con sincero entusiasmo, all’iniziale euforia è subentrata la giusta preoccupazione riguardo al rischio di risultare ripetitivo data la vasta e continua produzione bibliografica e online su ogni aspetto rilevante del trading. Di qui è emersa la volontà e la necessità di illustrare una metodologia la cui validità è e può essere riscontrata quotidianamente nelle sale operative di trading di mezzo mondo. Tale metodologia esplica al meglio la sua potenzialità sul mercato Forex e quello criptovalutario, per la grande liquidità e volatilità che li caratterizza, ma soprattutto per la continuità temporale delle contrattazioni, che evita quindi al minimo il formarsi di gap nei grafici dei prezzi o salti negli oscillatori.

La facilità d’uso e la versatilità di questa tipologia di metodo rende la strategia in questione idonea a qualsiasi tipo di trading, dall’operatività intraday a quella di posizione di lungo periodo, anzi la combinazione di operatività multi frame può essere utilizzata in una sorta di modalità spazio  –  tempo al fine di identificare movimenti direzionali e target non solo in termini tecnici, ma anche temporali in una specie di ambito ciclico. Fatta questa premessa, scopro che gli indicatori in molte occasioni si dimostrano utili, ma concentrarsi sul prezzo è sempre la scelta più adatta se si sceglie di fare trading sui mercati volatili. Oggigiorno, il Forex trading come il cripto trading sono attività complicate, che richiedono ampio uso di risorse intellettuali.

Di fatto le elaborazioni di analisi tecnica esigono da sole l’impiego di ingenti nozioni specifiche che, se ben utilizzate, consentono di prevedere la direzione del prezzo nel breve e nel medio periodo. Purtroppo però negli ultimi anni specialmente tra i traders alle prime armi si è fatto largo ad approcci scomposti, quantomeno improvvisati, che richiamano l’utilizzo di molti indicatori nell’unità temporale di osservazione. Lo scopo è quello di scovare segnali affidabili mediante lo strumento della conferma reciproca, in poche parole soltanto quando tutti gli strumenti di analisi tecnica rilasciano lo stesso segnale allora si può operare. In linea generale non si tratta di una strategia totalmente erronea.

Peccato però che questo tipo di metodologia sia molto complessa da mettere in opera in quanto richiede una sproporzionata attenzione e capacità esegetiche del mercato di altissimo livello oltre ad una organizzazione mentale ed emotiva di tutto riguardo. Il rischio insomma è elevato, in quanto il trader che fa uso di molti indicatori si trova a gestire un numero talmente alto di informazioni che la mente umana a volte non riesce gestire a dovere e con buon senso tattico.

Infatti questi dati hanno bisogno di essere rielaborati, filtrati e divisi tra utili e meno utili, pena l’equivoco e l’adozione di falsi segnali. E’ abbastanza chiaro dunque che specialmente  il trader neofita corre il rischio di ottenere un quadro caotico, di fare confusione e trarre solo il peggio da questo tipo di approccio.  Un consiglio implicito è pertanto quello di non correre troppo, e se avete iniziato a fare trading da poco tempo, vi sentite fiduciosi ma non troppo, allora è buona norma quella di non affidarsi a troppi indicatori.

Molto spesso anzi la sintesi porta alle soluzioni più corrette, e se si fa riferimento all’analisi tecnica sintesi fa rima con prezzo. Conseguentemente la conclusione è quella di mettere il prezzo al centro del lavoro di indagine del movimento di mercato. Riassumendo, utilizzare il prezzo come se fosse uno strumento di analisi tecnica ovvero un indicatore può risultare la soluzione più azzeccata.

Per molti limitarsi all’osservazione del prezzo potrebbe sembrare riduttivo, eppure la quotazione di mercato di per sé è in grado di restituire più informazioni di quanto si possa immaginare e, in concreto, segnali di acquisto e di vendita sui quali fondare la propria attività di trading. Tuttavia la domanda che ora sorge spontanea è: come si fa a trasformare il prezzo in un indicatore ? I modi in realtà sono molti, ma due in particolare hanno ottenuto il compiacimento di parecchi analisti professionisti, in quanto ad efficacia e rapidità di esecuzione. Il primo modo è utilizzare il prezzo per trovare supporti e resistenze.

Quello che il trader deve fare è individuare i minimi e i massimi di sessione e i minimi e i massimi della settimana. Il minimo di sessione corrisponde al primo supporto. Il massimo di sessione calcola invece la prima resistenza. Il minimo della settimana è pari al secondo supporto, mentre il massimo della settimana corrisponde alla seconda resistenza. Una volta trovati i pivot point si utilizzano per piazzare stop loss e take profit.

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Il secondo modo vede protagonista il volume. Se il volume e il prezzo convergono siamo di fronte ad un segnale di continuazione. Se invece il volume e il prezzo iniziano a divergere, allora siamo davanti ad un segnale di inversione. Ad esempio, se il trend è rialzista ma contestualmente il volume cala, significa che la tendenza si sta esaurendo ed il mercato è prossimo ad una inversione.

Di Vincenzo Augello