Titoli, attività patrimoniali e rendimenti

Nel sistema economico ci sono quattro principali categorie di attività patrimoniali: la moneta, le obbligazioni, le azioni e le attività reali.

MONETA: la quantità di moneta comprende tutte quelle attività che possono essere immediatamente utilizzate per effettuare pagamenti. Essa include il circolante, ovvero le banconote, i biglietti di stato,  le monete ed anche i depositi disponibili mediante conti correnti. Caratteristica specifica di tale attività è la certezza del valore. Peraltro, nonostante le politiche monetarie espansive della BCE di Francoforte abbiano portato il costo del denaro a zero, in Italia , a differenza di molti altri paesi, viene ancora corrisposto un interesse minimo sui conti deposito.

OBBLIGAZIONI: un’obbligazione è una promessa fatta da parte di chi ottiene un prestito di pagare al prestatore una certa somma ad una certa data, ed allo stesso tempo di pagare un determinato interesse su base perlopiù annuale.  In questo modo potremmo avere un’obbligazione emessa dallo stato italiano che all’1.8.2019, per esempio, pagherà 100.000 euro e fino a quella data corrisponderà un interesse del 10%, ovvero 10.000  euro ogni anno. Le obbligazioni sono emesse dallo stato, dagli enti pubblici come dalle imprese. I diversi tassi di interesse corrisposti sui diversi titoli emessi riflettono il diverso grado di rischio per inadempienza. L’inadempienza sopravviene quando chi ottiene un prestito non è in grado di far fronte all’impegno di pagare l’interesse o rimborsare il capitale. Di fatto le imprese e le amministrazioni pubbliche sono qualche volta inadempienti come accadde durante la grande depressione degli anni ’30, o come avvenne nei primi anni ’80, quando si temette che alcuni paesi del Terzo Mondo potessero rivelarsi inadempienti, senza parlare poi degli effetti sulle imprese che scatenò la crisi globalizzata del 2008. Contrariamente alla moneta i titoli  costituiscono un’attività finanziaria il cui valore corrente non è certo bensì è determinato come qualsiasi prezzo sul mercato dei titoli.

AZIONI: le azioni rappresentano diritti su una quota dei profitti di un’impresa. Ad esempio il titolare di un’azione Google ha il diritto di ricevere una quota dei profitti della società. I detentori di azioni, o azionisti, ricevono un rendimento sotto due forme: la maggior parte delle imprese pagano regolarmente dividendi, il che vuol dire che l’azionista riceve una certa somma per ogni azione posseduta. Le imprese possono anche decidere di non distribuire i loro profitti ma piuttosto di trattenerli e reinvestirli per accrescere il loro stock di fabbricati o di strumentazioni e macchinari. Quando ciò si verifica aumenta il valore delle azioni  poiché in questo caso esse rappresentano diritti su una più grande quantità di capitale. Come conseguenza il prezzo delle azioni sul mercato crescerà e gli azionisti realizzeranno guadagni in conto capitale. Il guadagno in conto capitale è costituito da un aumento nel prezzo di un’attività in un certo periodo di tempo. Naturalmente quando peggiorano le prospettive di reddito di un’impresa il prezzo delle sue azioni può diminuire con conseguenti perdite in conto capitale per gli azionisti. Il rendimento di un’azione è dunque uguale ai dividendi più i guadagni in conto capitale. Supponiamo, come esempio, di voler conoscere  il rendimento di un’azione di un’ immaginaria società. Nel 2016 questa ipotetica azione era negoziata ad un prezzo di 150 euro. Nel 2017 distribuisce un dividendo di 15 euro mentre il suo prezzo aumenta a 165. Il rendimento della società in questo caso sarà pari al 20%, infatti il dividendo è uguale al 10% del prezzo iniziale ed il guadagno in conto capitale di 15 euro è uguale al 10% del prezzo iniziale.  Incremento percentuale del dividendo + incremento percentuale in conto capitale è per l’appunto uguale al 20%.

ATTIVITA’ REALI:  le attività reali sono costituite dalle macchine, dai terreni, dai fabbricati posseduti dalle imprese, dai beni di consumo durevoli (auto, computer, ecc.) e dalle abitazioni possedute dalle famiglie. Queste attività forniscono un rendimento che si differenzia da un’attività all’altra. Le case direttamente utilizzate dai loro proprietari producono un rendimento equivalente all’affitto che altrimenti essi dovrebbero pagare. La macchine offrono, all’impresa che le possiede, un contributo alla produzione e quindi alla creazione di profitti. Queste attività vengono chiamate reali per distinguerle dalle attività finanziarie come moneta, obbligazioni e azioni.

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Tuttavia, per ottenere il valore totale della ricchezza del pubblico, non si può sommare il valore delle azioni e delle singole obbligazioni da esso detenute al valore della ricchezza reale. La ragione risiede nel fatto che le azioni e le obbligazioni costituiscono diritti su una parte della ricchezza reale, in particolare sulla parte detenuta dalle imprese. Per il singolo individuo la quota azionaria rappresenta una parte  della proprietà della fabbrica e dei macchinari. In macroeconomia pertanto per semplificare le cose, vengono raggruppate le attività in due categorie: da una parte la moneta con sua caratteristica peculiare di essere la sola attività utilizzata come mezzo di pagamento, dall’altra invece tutte le altre rimanenti attività. Questa dicotomia consente di porre ordine a grandezze che altrimenti sarebbero assai difficilmente contestualizzabili ed inquadrabili in un ambito economico.

Di Vincenzo Augello