BitConnect chiude: un altro schema Ponzi fallito

BitConnect, una piattaforma di prestiti, che molti nella crypto community sostenevano essere uno schema Ponzi, ha annunciato che chiuderà i battenti.

Nel post sul loro sito ufficiale si legge che la piattaforma viene chiusa a causa di:

  1. Cattive notizie che hanno condizionato la fiducia dei clienti
  2. Due lettere dagli organi di controllo del Texas e dalla Carolina che ne intimavano la chiusura.
  3. Continui attacchi DDoS.

Sebbene nel post ci sia scritto che rimborseranno tutti i prestiti al tasso di $363.62 Dollari per BitConnect, cioè la media degli ultimi 15 giorni, al momento il token è scambiato a $19, facendo registrare un calo superiore al 95% rispetto al proprio picco.

Personaggi autorevoli nella sfera delle criptovalute, tra i quali Vitalik Buterin e Mike Novograts, si erano fatti avanti in passato per esporre la loro opinione su Bitconnect che nonostante ciò aveva continuato a reclutare adepti. Questo il tweet con cui Buterin, fondatore di Ethereum, esponeva le proprie opinioni su Bitconnect a fine Novembre: https://twitter.com/VitalikButerin/status/936482205865353216

Come funzionava Bitconnect

Bitconnect era una piattaforma anonima dove gli utenti potevano dare in prestito le loro criptovalute in cambio di ritorni a doppia cifra nel giro di pochi mesi. Ad esempio un prestito di $10000 poteva fruttare fino al 40% mensile più uno 0,20% giornaliero. Oltre a questo si poteva guadagnare anche riferendo altri utenti grazie ad uno schema piramidale.

La piattaforma dichiarava di poter generare ritorni grazie al proprio trading bot automatico chiamato “volatility trading software” che permetteva un guadagno dell’ 1% giornaliero.

Troppo bello per essere vero?

Esattamente. Le promesse di guadagni così ingenti avevano fatto insospettire, ma nonostante ciò in molti hanno aderito. Il fatto che il meccanismo prevedesse di dover cambiare i propri BTC in Bitconnect (BCC) aveva creato un circolo vizioso portando la cryptovaluta, che ad inizio 2017 era valutata pochi centesimi, a valere oltre $400.

Il fatto che i prestiti fossero denominati in Dollari ma pagati in BCC, aveva permesso ai gestori della piattaforma di accumulare Bitcoin che, con l’incremento dei prezzi degli ultimi mesi, avevano permesso di pagare i prestiti. Il fatto che la chiusura della piattaforma coincida con il crollo della valutazione del Bitcoin di questi ultimi giorni probabilmente non è casuale. Com’è avvenuto in altri episodi collegati a schemi Ponzi, quando si crea il panico e le persone chiedono di rientrare dai propri prestiti, lo schema solitamente non regge.

Nonostante la chiusura della piattaforma, che rende di fatto il token BCC inutilizzabile ed in caduta libera contro il Dollaro, nel post di Bitconnect si legge che la loro ICO avrà comunque luogo e che il BCC continuerà ad essere scambiato. Ma visto il crollo della valutazione del token, immaginiamo che le loro parole facciano molto meno presa adesso.

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