Bitcoin, le previsioni per il 2018 di 8 esperti

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno è tempo di bilanci ma soprattutto di previsioni per il futuro. Se il 2017 è stato l’anno della consacrazione per il Bitcoin, che è passato da valere quasi $1000 a circa $16000 con la legittimazione avvenuta grazie alla quotazione sulle borse di CBOE e CME, che cosa ci riserverà il 2018?

Abbiamo raccolto le previsioni di 8 esperti che, con l’avvicinarsi del 2018, hanno voluto dire la loro.

 Ray Van-Petersen di Saxo Bank

 Iniziamo con Van-Petersen perché, oltre ad aver fatto una delle dichiarazioni più recenti, presenta anche degli aspetti controversi. In un’intervista dell’11 Dicembre a bloomberg.com, Van-Petersen ha dichiarato che prevede un’ascesa del Bitcoin nei prossimi 6-18 mesi. Van-Petersen, in particolare, prevede che il Bitcoin potrà arrivare in un range compreso tra i 50mila e i 100mila Dollari. Vista la volatilità del mercato, però, e viste le incertezze dovute alla recente introduzione degli ETF, potrebbero esserci ritracciamenti repentini, fino al 50% del valore iniziale.

Van-Petersen aggiunge un altro particolare interessante. Per lui la crescita del Bitcoin potrebbe spingere tutto il movimento delle criptovalute e non esclude che qualche altra crypto possa performare meglio del Bitcoin.

L’aspetto controverso riguarda invece quanto dichiarato dallo stesso Van-Petersen in un’altra previsione, quella pubblicata sulle “Outrageous Predictions” che Saxo Bank fa uscire ogni fine anno. In questa pubblicazione egli fa sì riferimento alla crescita che spingerebbe il Bitcoin oltre i $60000, ma prevede anche che nel 2019, lo scenario rialzista potrebbe trasformarsi in ribassista a causa di possibili mosse proibizioniste da parte di Russia e Cina. Questo, sempre secondo il Global Macro & Crypto Strategist di Saxo, farebbe crollare il prezzo del Bitcoin fino ad un prezzo di $1000.

Ronnie Moas di Standpoint Research

Se il mese di Novembre ha tolto qualche certezza a Ronnie Moas, stock picker e fondatore di Standpoint Research, non lo ha frenato sul fronte previsioni. A causa della recente bull race del Bitcoin infatti, Moas è stato costretto a rivedere le proprie previsioni per l’inizio del 2018 ben 3 volte. Dapprima aveva previsto un range compreso tra gli 8mila e gli 11mila Dollari, e successivamente ha dovuto alzare il limite superiore a 14mila ed infine a 20mila Dollari.

Tom Lee di Fundstrat

Sebbene anche Tom Lee abbia fatto una previsione che al momento risulterebbe molto conservativa, egli può vantare una spiegazione più logica degli altri, basando la propria analisi su di un modello che valuta il numero di utilizzatori del Bitcoin nel tempo. Questo tipo di equazione aveva spinto Lee a prevedere una crescita del 40% del BTC da metà Novembre fino a fine anno. Purtroppo per Lee la somma che aveva previsto è di $11500, cifra che per il momento è già stata sorpassata. Questo però non significa che il suo modello non funzioni. Secondo un teorema di George Gilder, il valore di una rete sarebbe proporzionale al quadrato degli utenti della rete stessa nel tempo. Lee ha dichiarato di aver utilizzato due variabili per adattare questo modello alla blockchain: il numero di indirizzi unici ed il volume di transazioni per utenti. Secondo Lee, questo modello è molto ben correlato con l’andamento del prezzo del BTC, riuscendo a spiegare il 94% dei movimenti di prezzo.

Quando Lee ha pensato a questo modello, probabilmente non ha preso in considerazione l’avvento degli ETF, che hanno generato un hype finora mai visto sul mercato. Può darsi che questa sia la causa della dicrepanza tra la sua previsione ed il prezzo raggiunto nelle ultime settimane.

Clif High di halfpasthuman.com

 Le previsioni di Clif High hanno iniziato ad avere una certa rilevanza nei mesi passati. La sua metodologia di raccolta dati si basa su web bots e sull’analisi del linguaggio. La prima previsione di High riguardo al prezzo del Bitcoin è dello scorso Febbraio. High, in tempi quindi non sospetti, aveva previsto che il Bitcoin sarebbe stato valutato $13800 a Marzo del 2018. Questa previsione è molto interessante se si pensa che risale a quasi un anno fa. Ultimamente anche High ha rivisto al rialzo le quotazioni del Bitcoin, prevedendo il raggiungimento di $20mila Dollari verso l’autunno del 2018.

 David Drake di LDJ Capital

In un’intervista di fine Novembre al The Motley Fool, David Drake ha espresso la sua opinione riguardo l’attuale trend rialzista del Bitcoin, suggerendo che potrebbe continuare ancora fino a raggiungere i $20000 nel 2018. La previsione di Drake, che fa il paio con quella di Clif High, non è però basata su un set di dati ma sulla semplice osservazione di domanda ed offerta. Dal momento che l’offerta è limitata ma la domanda è in costante crescita, dice Drake, il prezzo è destinato a salire. Considerando poi che i Bitcoin hanno un cap massimo di 21 milioni, restano solamente poco più di 4 milioni da essere minati, per cui l’offerta è destinata a rallentare ulteriormente.

John McAfee di MGT Capital Investments

 John McAfee, già candidato alla presidenza degli USA per il Libertarian Party, è l’autore della più discussa delle previsioni. McAfee, che senza dubbio sa come far parlare di sé, aveva previsto il raggiungimento dei $5000 per BTC entro fine 2017. Basandosi su questa stima aveva predetto il raggiungimento del mezzo milione di Dollari entro la fine della decade.

A fine Novembre, visto il superamento della soglia dei $10000, McAfee si è sentito in dovere di rivedere al rialzo la stima precedente, annunciando che si sarebbe mangiato una certa parte intima in diretta TV qualora il BTC non avesse raggiunto la valutazione di 1 Milione di Dollari entro il 2020. Ovviamente, per la sua salute, speriamo che abbia ragione.

Mike Novograts – miliardario ed ex hedge-fund manager

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 Anche il miliardario Novograts, che nel corso del 2017 aveva dichiarato di aver allocato il 20% delle proprie fortune in Bitcoin ed Ethereum, ha dovuto rivedere le proprie stime al rialzo. Dopo aver previsto un valore del BTC pari a $10000 entro la fine del 2017, Novograts ha dichiarato che il Bitcoin potrebbe valere ben $40000 alla fine del 2018. A differenza delle commodities, dice sempre Novograts, quando si comprano questi coins non c’è una risposta dell’offerta, per cui essi sono un sogno per gli speculatori. A causa di questo, cioè che non aumenta la produzione di coins se se ne comprano di più, ogni movimento di prezzo diventa esagerato. È esagerato verso l’alto come lo è verso il basso. Anche correzioni del 50% sono una parte inevitabile del futuro del Bitcoin.

 Warren Buffett di Berkshire Hathaway

 L’oracolo di Omaha non ha certo bisogno di presentazioni. Il secondo uomo più ricco al mondo è da anni un’icona in materia d’investimenti, un oracolo appunto. Viste le previsioni positive già citate, abbiamo voluto menzionare Buffett come emblema dell’altro partito, quello della bolla per intenderci.

“People get excited from big price movements, and Wall Street accommodates. You can’t value Bitcoin because it’s not a value-producing asset.”

Questa la più recente dichiarazione di Buffett riguardo al Bitcoin. Dopo averlo definito un “miraggio” nel 2014, l’investitore più influente dei nostri tempi non ha cambiato idea nonostante l’impennata delle quotazioni. Il Bitcoin non può essere valutato perché è un asset che non produce valore, questa è la linea di Buffet. Certo quest’affermazione è più logica e meno forte di quella di Jamie Dimon che lo aveva semplicemente definito una truffa. Ma resta una dichiarazione a carattere negativo che lascia intravedere la possibilità di un forte ridimensionamento del Bitcoin nel futuro. La prudenza, soprattutto negli investimenti, non è mai troppa.