Bitcon Hard Fork, la possibilità è sempre più concreta e gli exchange si preparano

Lo stallo dovuto alla scalabilità della Blockchain Bitcoin non vede una fine e adesso si prospetta uno split della blockchain stessa.
Con l’adozione sempre maggiore del BTC e l’aumento delle transazioni la network infatti sta raggiungendo la capacità massima e le transazioni hanno subito dei notevoli ritardi con conseguenti aumenti di fees per coloro che vogliono trasferire in fretta dei fondi tramite la criptovaluta.

Le due maggiori proposte di scalabilità della rete, SegWit e Bitcon Unlimited hanno diviso profondamente la community che apparentemente non arriverà ad una decisione prospettando quindi uno split del Bitcoin.

Cosa accadrebbe in caso di Hard Fork

Per definizione un hard fork è una divergenza permanente nella blockchain a causa di nodi non aggiornati che non possono validare blocchi creati da nodi aggiornati che seguono nuove regole per il consensus. I nuovi aggiornati sarebbero quelli di Bitcoin Unlimited ovviamente che darebbero vita ad una nuova e separata blockchain.

Anche se in passato il Bitcoin ha già subito hard fork, questa sarebbe la prima volta in cui le 2 blockchain risultanti dal fork sarebbero supportate e quindi rimarrebbero in vita 2 tipi di bitcoin: Bitcoin Core ovvero quello originale che continuerebbe a chiamarsi BTC e Bitcon Unlimited, quello nuovo che probabilmente verrebbe listato dagli Exchanges come BU o BTU.

Tutti i maggiori exchanges infatti (segue la lista) hanno preso posizione su come gestirebbero i fondi in caso di fork e sembrano intenzionati a listare la nuova cripto dopo che sia stata verificata la “two way replay protection” ovvero verificare che non ci siano incompatibilità con la blockchain originaria.

Qui sotto potete leggere lo statement in inglese firmato dai maggiori exchanges:

Bitfinex, Bitstamp, BTCC, Bitso, Bitsquare, Bitonic, Bitbank, Coinfloor, Coincheck, itBit, QuadrigaCX, Bitt, Bittrex, Kraken, Ripio, ShapeShift, The Rock Trading e Zaif.

Hardfork Statement 3.17 11.00am by Pete Rizzo on Scribd

Cosa fare in caso di Hard Fork?

Come ci insegna l’Hard Fork di luglio 2016 tra ETH e ETC, nel caso questo avvenisse per il BTC coloro che ne posseggono vedrebbero lo stesso quantitativo duplicarsi: ovvero se posseggo 1 BTC avrei lo stesso quantitativo anche sulla nuova blockchain BTU. Per i miners invece è diverso, ogni nodo deve scegliere quale blockchain supportare.

Il posto più sicuro dove tenere i propri Bitcoin è un wallet offline, in questo modo quando il fork avverrà saremmo sicuri che i nostri BTC verranno splittati e conserveremmo l’accesso ad entrambi le network (probabilmente tramite software diversi).

Nel caso che i fondi siano invece su di un exchange, dobbiamo sincerarci che l’exchange stesso provveda allo split dei nostri fondi in BTC e BTU. I maggiori exchanges sono orientati a farlo (vedi sopra), ma per essere sicuri al 100% è meglio avere i fondi su un cold storage.

In conclusione: l’hard fork non è ancora certo e non vi è certezza su cosa accadrà alla cripto forkata, prepararsi e documentarsi in merito è opportuno visto che lo split ad oggi è abbastanza probabile.

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